L'antidoping elimina un altro azzurro

Lbo sport azzurro perde un altro protagonista: è il nuotatore Federico Turrini, specialista dei 400 misti, squalificato per due anni dal Tas di Losanna, il tribunale arbitrale dello sport. E' il secondo livornese, dopo il fiorettista Andrea Baldini, a perdere il diritto di partecipare ai Giochi olimpici. Turrini era risultato 'non negativo" al nandrolone a un controllo antidoping nell'ottobre 2007 e si era giustificato parlando di «vicenda legata ad un collirio necessario per curarsi».BR /b Turrini aveva ottenuto la qualificazione per le Olimpiadi e il 27 luglio la Giunta del Coni ne aveva sospeso la convocazione chiedendo un pronunciamento urgente del Tas prima del via delle Olimpiadi. Sentenza che è puntualmente arrivata, con esito negativo per l'atleta: la decorrenza della squalifica scatta dall'8 febbraio 2008.BR Una mazzata imprevista per una vicenda con molti lati oscuri. Il 21enne Turrini nell'agosto 2007 era in vacanza in Francia. Il nuotatore usa le lenti a contatto che gli provocano un grave problema a un occhio, diagnosticato da un medico francese come ulcera corneale. Gli viene prescritto un collirio, il Keratyl, e al rientro in Italia il dottore di famiglia gli dice di proseguire con quella cura visto che il problema si sta risolvendo. Turrini non pensa che un prodotto per uso esterno possa essere quello che gli rovinerà la vita sportiva. Viene iscritto ai Mondiali militari (gareggia per l'Esercito) in programma a Hyderabad (India) nel mese di ottobre e non vorrebbe partecipare perché ritiene di doversi qualificare per gli Europei di Eindhoven e di mettere a rischio, con i giorni di gare e il lungo viaggio, un obiettivo più importante. Alla fine accetta, vincendo la sua gara, i 400 misti, e sottoponendosi di fatto volontariamente al controllo antidoping.BR Arriva la positività e inizia un calvario che ieri ha portato alla squalifica di due anni. Uno studio fatto da un medico dell'Università di Pisa conferma che la non negatività al '19-norandrosteron" è compatibile con l'assunzione del collirio Keratyl e il caso finisce davanti al Cism, l'organo di giustizia dello sport militare con sede a Bruxelles. Il Cism, appurate le circostanze e valutata la buonafede dell'atleta, sanziona Federico Turrini con la perdita dell'oro ai mondiali militari e con l'obbligo di sottoporsi nei prossimi sei mesi a due controlli, tutti negativi. Trascorsi 21 giorni dalla sentenza, come previsto dal Cism policy manual, Turrini (che in accordo con la Fin si era autosospeso), rientra alle competizioni.BR A fine maggio dal Tas arriva al club di appartenenza la notizia che la Wada (l'agenzia mondiale antidoping) ha fatto ricorso contro la sentenza del Cism, ben oltre i 21 giorni indicati dal codice. Dopo cinque giorni anche la Fina si mette in moto e l'audizione è il 16 luglio a Losanna. La Fina però riconosce la mancanza di giurisdizione e il non luogo a procedere per decorrenza dei termini, mentre il Coni sollecita il verdetto della Tas con una procedura accelerata perché l'atleta è nella lista degli azzurri per Pechino.BR La 'procedura accelerata" viene fatta per 'conference call" (via telefono) fra i tre arbitri designati, senza possibilità di ascoltare Turrini né il suo avvocato. Il resto è notizia di ieri: il campione italiano dei 400 misti viene squalificato per due anni. Una sentenza che il presidente del Nuoto Livorno, Carlo Chelli, definisce «violazione dei diritti umani dopo un processo da inquisizione». Turrini ieri ha convocato una conferenza stampa: «Quando ho visto i miei compagni partire per Pechino mi aspettavo di non andare più però non credevo che arrivasse questa mazzata. Una punizione che rischia di rovinarmi la carriera, sportiva e anche nell'Esercito. Non ho parole».BR (r.l.)