Bettini cerca il bis, gli spagnoli i rivali più insidiosi

b PECHINO. /bLa rivincita potrebbe consumarsi sulle strade olimpiche di Pechino. Dopo i sorpassi nell'economia e agli Europei di calcio, sono gli azzurri del ciclismo ad avere la possibilità di rimontare su un avversario che, in questi ultimi tempi, ci ha dato spesso filo da torcere: la Spagna. La prova maschile su strada, in programma sabato prossimo, almeno sulla carta, potrebbe infatti diventare l'ennesimo derby Italia-Spagna. Come ad Atene 2004, quando Paolo Bettini vinse l'oro quasi in contemporanea con lo sciabolista Aldo Montano, dal ciclismo potrebbe inoltre arrivare anche la prima medaglia per la spedizione azzurra in terra cinese.BR Arrivata ieri mattina a Pechino, nonostante la defezione dell'ultimora di un altro uomo di punta come Domenico Cunego a causa della caduta al Tour, la squadra italiana non si è nascosta e ha immediatamente messo le 'furie rosse" nell'obiettivo.BR «La Spagna è molto forte - ha detto in modo esplicito il ct Franco Ballerini -. Hanno dei veri talenti, uomini importanti. Sanno tirare fuori il coniglio dal capello. Un'alleanza? Se si verifica in corsa bene, ma io parto dalla forza della mia squadra». «Certo - ha aggiunto - l'assenza di Cunego ci ha tolto un uomo importante, ma o era al 100% o era meglio tutelarlo. Il test di San Sebastian è invece stato quello che è stato». Comunque «la squadra unita, omogenea. E siamo molto bravi e gestire in tempo reale. Poi c'è gente come Bettini, che ha vinto tutto». Poche insidie anche dal tracciato. «Sappiamo tutto - ha affermato in proposito il Ct -. Abbiamo fatto e vinto il test-event l'anno scorso. Ci sono 70 km. bisogna stare attenti a non dover inseguire».BR La 'punta" sarà, ancora una volta, Bettini. Che ammette però di non avere ancora la stessa forma di Atene. «'Le sensazioni le valuto giorno per giorno - ha detto al suo arrivo -. Mi sento in crescita, ma ad Atene andavo più forte. Se vinco sono al 100% - ha scherzato - se arrivo secondo al 98%». L'esperienza «sarà fondamentale», perchè la gara, la strategia, «va studiata, misurata». «Del resto - ha spiegato Bettini - il gruppo c'è. Con Cunego sarebbe stato uguale». Ma in 5 si gestisce relativamente. Alle Olimpiadi è come tornare a fare i dilettanti, senza una squadra vera che ti supporta. Ma sono tutti forti e pronti a qualsiasi evenienza. Certo non bisognerà farsi scappare la gara delle mani...».BR L'incubo doping? Il campione olimpico chiede una tregua: «Si parla troppo di doping - conclude infatti - e troppo poco di ciclismo».BR