«Le nuove opere? Nascono a Frascarolo»
b FRASCAROLO./bb Una risata da ragazzina, occhi profondi e capelli ricci: è Daria Masiero, soprano di fama internazionale. Ha sempre vissuto a Frascarolo, ha studiato ad Alessandria e alla Scala, e da due anni è volata in Emilia. Ha infatti scelto la sua nuova casa a Parma, punto strategico per gli spostamenti cui il lavoro la costringe. Ma Frascarolo rimane il luogo del cuore: «In Lomellina ho vissuto quasi tutta la mia vita, esclusi i due anni di Accademia della Scala a Milano. Vent'otto anni passati nella mia casa in paese, girando per lavoro da un luogo all'altro dell'Italia e ritornando sempre li».BR /b bCosa ricorda di quel periodo?BR /b«Sono stati gli anni spensierati dei giochi. In paese ci conosciamo tutti: mia mamma gestiva un negozio di alimentari e io ho iniziato a cantare proprio nella chiesa del paese...».BR bRicorda invece quando ha cantato per la prima volta in pubblico?BR /b «Avevo sei anni ed era Natale. Ho cantato nella chiesa parrocchiale 'Bianco Natale"».BR b Che tipo di rapporto la lega al suo paese e ai suoi compaesani?BR /b «Un bellissimo rapporto. Quando canto vicino - cioè a Torino, Genova, Milano - spesso organizzano dei pullman per venirmi a sentire. Anche persone che in realtà non amano particolarmente l'opera vengono a teatro solo per vedermi e ascoltarmi. Ma è un amore assolutamente reciproco».BR b Cos'è per lei Frascarolo?BR /b «È la mia gioventù in campagna: mia mamma lavorava tutto il giorno e io stavo con una signora che mi faceva da balia. Abitava in quella stradina che dal cimitero va verso i campi, poco fuori dal paese. Stavo li a impantanarmi nelle risaie con gli amici, a correre e giocare. Non mi sono privata di nulla di quello che facevano i bambini in campagna. Ora quando torno li rivedo, a volte, si parla, si scherza».BR bRitorna ancora, ogni tanto?BR /b «Capita. Torno a casa dai miei genitori e vado a trovare un amico a cui sono molto legata. Ultimamente torno soprattutto quando vado a studiare a Novi Ligure dal mio pianista, Andrea Campara, con il quale mi esibirò anche a settembre a Garlasco. Ora per me Frascarolo è legato ai momenti in cui studio un ruolo nuovo o una nuova tecnica, cosi concilio gli affetti e il lavoro».BR bC'è qualcosa che detesta della zona in cui è nata e ha vissuto fino a poco tempo fa?BR /b«Forse le zanzare incredibili... a Parma ce ne sono molte meno, anche se abito un po' fuori dalla città, quasi in campagna. Sarà la disinfestazione più efficace?».BR bAncora in campagna...BR /b «Non riesco a vivere in città, in centro. Quando abitavo a Milano per l'Accademia della Scala soffrivo, non riuscivo ad ambientarmi. Quando uno nasce in campagna, circondato dal verde, è difficile che riesca a farne a meno. O per lo meno è quello che mi accade».BR bPerché alla fine ha scelto Parma?BR /b «Amo il modo di vivere di questa città, vanno tutti in bicicletta, mezzo che adoro. Qui il traffico di bici è superiore a quello delle macchine, culturalmente è una città vivacissima. Soprattutto in estate, quando non c'è sera che non abbia un concerto, uno spettacolo, mi piacciono i locali, i ristoranti, i cinema, tutto quello che in un paesino come Frascarolo non c'è. Poi qui si respira l'opera: Verdi è nato a Roncole di Busseto, qui vicino, e la lirica è una passione molto diffusa».BR bCosa poco comune nel pavese?BR /b «Anche da noi c'è qualcuno che ama la lirica, ma è una netta minoranza. A parte Mortara, che ha una bella stagione, non c'è nulla: solo qualche pullman per la Scala, Genova, Torino, ogni tanto un concerto nei paesi, ma non un teatro che abbia una stagione degna di questo nome. Forse anche per questo i musicisti nella nostra provincia sono pochi...».BR bImmagina un giorno di tornare indietro?BR /b «Per ora no. Magari in futuro: il fatto è che ora finalmente sono comoda per gli spostamenti, ho trovato l'amore, e mi piace stare dove sono».BR bC'è qualcosa, nel territorio in cui è nata, a cui pensa e che vorrebbe venisse maggiormente valorizzato?BR /b «A Frascarolo il Castello e la Chiesa Vecchia. Soprattutto la Chiesa Vecchia: qualche tempo fa avevo proposto di provare a fare una stagione musicale proprio li. È una chiesa antichissima con un'acustica perfetta, le poche volte che ho potuto cantare li è stato molto bello perché con una tale acustica è facile cantare per l'esecutore e ascoltare per il pubblico».BR b Ha già in mente qualche progetto a tale proposito?BR /b «Un festival non sarebbe male. Sarebbe un modo per portare più cultura dalle nostre parti, ovvero fare quello che ha fatto Luigi Bascapè a Garlasco, far capire che la banda può suonare una sinfonia e persino un'opera. Ma a volte non è possibile realizzare nemmeno le buone idee».BR bAnna Ghezzi /b