Quote latte, scatta la protesta dei giovani agricoltori pavesi
b PAVIA./b «Spiacerebbe a tutti dover andare al funerale di 1.500 aziende agricole che da anni non rispettano le regole, ma spiacerebbe di più andare al funerale di una sola azienda che chiude perché ha rispettato la legge». Sulle quote latte la sezione lombarda dell'Associazione nazionale giovani agricoltori (Anga), aderente a Confagricoltura, non va per il sottile. Fra gli esponenti di spicco c'è la pavese Marta Sempio, vice presidente nazionale dell'Anga, che definisce l'annosa vicenda delle quote latte «una questione che molti cittadini credono riguardi solo gli addetti ai lavori e gli allevatori». Secondo i giovani di Confagricoltura Lombardia oggi ci sono ancora produttori che si sottraggono alla legge e che finiscono per causare gravi danni al settore lattiero-caseario e alla collettività. Il meccanismo delle quote latte fu introdotto dalla Comunità europea nel 1984 per regolamentare la produzione di latte: gli allevatori possono produrre latte senza pagare una penale solo per il quantitativo di riferimento assegnato. Oltre quel quantitativo, l'allevatore deve pagare la penale (28,54 euro per 100 chili di latte), che rende poco conveniente la produzione di latte. Nel 2003 la legge n. 119 dava la possibilità ai produttori che non avevano pagato le penali di uscire dall'illegalità rateizzando la multa accumulata in 14 anni senza interessi. Naturalmente, le aziende che aderivano a questa operazione dovevano rinunciare al contenzioso giudiziario, cioè al ricorso al Tar. La stragrande maggioranza, cioè 15.200 produttori, delle aziende in difetto ha optato per questa rateizzazione. I restanti produttori, quelli che non hanno aderito perché le multe erano troppo cospicue, costituiscono il 3% delle aziende italiane. «Ma è un 3% assai pesante perché le multe accumulate da queste aziende dal 1995-1996 a oggi e mai liquidate dalle stesse aziende sono sempre state pagate dallo Stato italiano - commenta l'Anga Lombardia -. E questo per una cifra nient'affatto trascurabile, cioè più di un miliardo e mezzo di euro, che ha gravato e continua a gravare sulle spalle di tutti i cittadini italiani». Nel frattempo, il 97% dei produttori, anche con enormi sacrifici, ha continuato ad agire nella legalità acquistando quote sul mercato o pagando regolarmente il prelievo supplementare. «Le ultime proposte parlano di un condono sostanziale delle multe che dovranno essere pagate all'Unione Europea dallo Stato italiano, cioè da tutti i cittadini: l'Anga Lombardia è contraria». (u.d.a.)BR