«Questo campo non diventi un ghetto»

b VOGHERA./b Per loro non è il campo allo svincolo della tangenziale di Campoferro, in periferia. Per i volontari di Opera Nomadi è una realtà di vita quotidiana. Se la politica si contende la paternità reale e spirituale dell'area attrezzata per i Sinti vogheresi, l'associazione per anni animata dal compianto ex assessore Giovanna Bertelegni la vede da un'altra angolazione. «Destra, sinistra, vecchia e nuova giunta hanno detto la loro animando un botta e risposta sulle pagine dei giornali - dice il direttivo di Opera Nomadi - Noi partiamo da ciò che vediamo ogni giorno andando al campo». Per i volontari il rischio è che si crei un ghetto: «L'area attrezzata si trova tra una tangenziale e una ferrovia, col pericolo e l'isolamento che ne conseguono. Agli angoli del campo ci sono 4 bagni. Quando piove molto dai tombini fuoriesce l'acqua. Quando fa caldo non ci sono alberi che facciano ombra, in estate la sera le zanzare banchettano». Bocciati anche i trasporti: «Non esistono mezzi di trasporto pubblico per raggiungere il centro. Lo scuolabus costa 15 euro al mese per ogni bambino e le famiglie con 3 figli devono fare i salti mortali per fare fronte a questa spesa. Spesso, soprattutto nei primi giorni del mese, non si va a scuola perché non ci sono i soldi per pagare l'autobus». Sul piano dell'istruzione, secondo Opera Nomadi, permangono grossi ostacoli: «La maggioranza degli adulti è analfabeta o semianalfabeta (quest'anno grazie alla scuola Plana è stato fatto un primo corso di alfabetizzazione rivolto agli adulti), alcuni bambini in età scolare frequentano poco e qualche adolescente abbandona la scuola». «Molte cose potrebbero essere fatte, ognuno sulla propria sponda dall'amministrazione comunale, dal volontariato, dalle istituzioni del territorio. Purtroppo qualche sponda resta vuota». L'associazione «Insieme» di Marcella Barbieri e Opera Nomadi hanno ottenuto un finanziamento provinciale per costruire una casetta in legno all'interno del campo che viene utilizzata per i compiti, giochi, feste e riunioni. Finita la scuola alcuni volontari hanno organizzato un piccolo campo estivo coinvolgendo amche studenti e una parrocchia vogherese. «Ci sembra una bella esperienza per tutti, ma non basta. E' necessario - sprona Opera Nomadi - sedersi intorno ad un tavolo con l'amministrazione comunale per vedere o rivedere alcuni punti critici fondamentali e determinanti come l'inserimento lavorativo, lo scuolabus gratuito, la necessità d'iscrivere all'anagrafe i nuovi componenti (i neo sposi e i figli) per iniziare a parlare in modo realistico di inclusione e di modelli di riferimento».BR bEmanuele Bottiroli /b