Un ubriaco scatena la baruffa in ospedale

bVOGHERA./b A metà pomeriggio è già abbondantemente ubriaco e qualcuno lo accompagna al pronto soccorso. Lo lascia li e se ne va senza farsi vedere, ma lui non ne vuol sapere di farsi rimettere in sesto. E allora dà in escandescenze rischiando di bloccare l'attività di un punto nevralgico della sanità come il pronto soccorso dell'ospedale di Voghera. E cosi i medici sono costretti a chiamare i carabinieri. E' accaduto l'altro giorno all'ospedale di Voghera dove i militari del nucleo operativo di Voghera hanno portato a termine una sorta di collaborazione operativa con medici e infermieri che ha permesso di riportare la calma al pronto soccorso. L'uomo, un 43enne di passaggio a Voghera, non è stato denunciato ed è bastato l'intervento dei militari per convincerlo a calmarsi. E anche a farsi curare. L'episodio dell'altro giorno, però, riporta l'attenzione sulle esigenze di un servizio delicato come quello che un pronto soccorso deve offrire anche nei giorni più difficili dell'estate. «Ovviamente l'azienda ospedaliera dispone di un servizio di controllo e sicurezza - spiega la direttrice sanitaria delle strutture oltrepadane Luigina Zambianchi -. Ma in prima linea ci sono sempre i medici e il personale sanitario in genere. E devo dire con soddisfazione che tutti, sempre, riescono a garantire oltre che la professionalità anche una grande dose di umanità e spesso di coraggio visto che le situazioni da affrontare sono spesso difficili». Tra le difficoltà, anche quell di confrontarsi con malati stranieri che hanno, oltre a difficoltà linguistiche, esigenze diverse rispetto ai pazienti italiani. Nel 2007, per citare i dati, gli interventi di pronto soccorso per cittadini stranieri irregolari sono stati circa 400: più di uno al giorno, con oltre 100 ricoveri.BR