Il primo progetto nel 1990, poi i guai

b PAVIA./b Il principale problema contro il quale hanno combattuto progettisti e operai al Bivio Vela si chiama acqua. I pavesi che hanno qualche anno in più sulle spalle ricordano come, in quella zona, si trovassero delle marcite, ossia i campi che vengono allagati durante la stagione invernale perchè l'acqua protegga l'erba dalle temperature rigide e garantisca un ulteriore raccolto.BR Cosi, quando le ruspe iniziarono a scavare, si trovarono ben presto in un pantano. Anche se la storia del Bivio Vela risale a ben prima di questa 'scoperta".BR Il progetto esecutivo, da parte di Anas, venne steso nel 1990 e aèpprovato, dal relativo consiglio di amministrazione, nel 1991. Prima di arrivare al fatidico primo colpo di benna, tuttavia, trascorsero undici anni. Problemi di natura amministrativa e tecnica rinviarono nel tempo la realizzazione di un'opera che i pavesi iniziarono a guardare con una certa perplessità, più o meno come si guarda a figure mitologiche delle quali si parla e si scrive molto, ma che nessuno ha mai visto. La data di inizio lavori arrivò il 15 luglio 2002. Più o meno un anno dopo, ed esattamente nel settembre 2003, il capo compartimento dell'Anas chiese la collaborazione dell'amministrazione per redigere una perizia di variante. Il cambiamento nei progetti si era reso necessario per il problema ricordato poco sopra: l'acqua. La ditta che aveva vinto l'appalto, infatti, aveva presentato forti riserve su alcuni lavori, in particolare per il sistema di drenaggio delle acque di falda. Piazza Italia affidò l'incarico di svolgere la perizia a un professionista. I dettagli tecnici, contabili e amministrativi per redigere la perizia di variante, però, vennero definiti nell'estate del 2004 nel corso di una serie di incontri tra Provincia, Anas e ditta appaltatrice. Al termine delle consultazioni, nel settembre dello stesso anno, la documentazione fu inviata all'Anas di Milano. A ottobre del 2005 gli uffici romani di Anas approvarono perizia e stanziamento. I lavori ripartirono, ma incontrando comunque una lunga serie di stop e di ripartenze. Per questo motivo, il presidente Poma e alcuni sindaci, tra i quali Piera Capitelli, si rivolsero al governo e, in particolare, all'allora ministro per le infrastrutture Antonio Di Pietro. E in un incontro a Milano, il ministro e il presidente di Anas, Pietro Ciucci, garantirono che l'opera sarebbe stata completata entro dicembre 2007.BR