«Mio marito ha rischiato di morire» Dopo l'incidente la moglie si sfoga

b VERRETTO./b «Mio marito ha rischiato di morire per colpa di un automobilista che ha fatto un sorpasso azzardato». A parlare è Gabriella, la moglie di G.M., 51 anni, il motociclista di Verretto rimasto gravemente ferito sabato pomeriggio a Codevilla, dopo essersi scontrato con un'auto. «Mio marito - prosegue la donna - è ricoverato con prognosi riservata nel reparto di rianimazione seconda al San Matteo di Pavia. E' sempre stato sveglio e cosciente, ma ha fratture gravissime e ha rischiato di morire per un'emorragia interna: lo hanno dichiarato fuori pericolo solo martedi sera». E' stato operato? «Certamente. Ha subito un primo lieve intervento sabato sera all'ospedale di Voghera. Poi, nella notte, le condizioni sono peggiorate notevolmente e i medici hanno deciso di trasferirlo a Pavia». Cos'era successo? «Mi hanno spiegato che la frattura al bacino ha lesionato una piccola vena o un'arteria: quindi c'è stata una grave emorragia interna. Una volta risolto questo problema, i medici hanno dovuto operarlo per ridurre le fratture. Martedi mio marito ha affrontato un intervento di sette ore per le fratture al bacino, al piede, al femore e al ginocchio di una gamba, più altre fratture agli arti. Quell'incidente lo ha rovinato». Lei come ha saputo di quanto era accaduto? «Mi ha telefonato mio nipote: quel pomeriggio era insieme a mio marito, su un'altra moto. Sono arrivata pochi minuti dopo, quando ancora il 118 non l'aveva portato via. E' stato uno shock terribile vederlo in quelle condizioni. Per fortuna non ha mai perso conoscenza: in ospedale sono riuscita a parlargli per farmi raccontare com'era andata». Perchè ha parlato di un sorpasso? «Mio marito, mio nipote e un altro testimone mi hanno detto che non è vera la versione fornita dall'automobilista romeno che l'ha investito: e cioè che l'auto aveva sbandato per evitare di tamponare un'altra auto. La verità è che c'erano due auto in sorpasso e quindi in contromano: nella corsia in cui stava arrivando mio marito. La prima macchina è riuscita a rientrare e se ne è andata. La seconda, quella del romeno, non è riuscita a rientrare e ha preso in pieno mio marito». (p.fiz.)BR