Arte in corsia, per Raffaella
b PAVIA./bb «Ho paura del buio (...) dopo che tutto è stato detto e fatto so che non sono la sola. La vita può essere divertente, se davvero lo vuoi...». Ad Angelo Piccoli sembra ancora di sentire Raffaella che canticchia le note di 'Life" di Des'Ree. «Ha tanto amato questa canzone» dice. E ora che Raffaella non c'è più 'Life" si è trasformato nel titolo di un progetto di riqualificazione del reparto 16 del San Matteo, quello che ospita i malati oncologici. Un reparto che Raffaella Bocci, fiorentina, ha frequentato per quattro anni. E lei, quando se ne è andata, ne aveva solo 35.BR /b Si erano sposati nel 2002 Raffaella e Angelo, ingegnere informatico figlio del segretario regionale della Uil Luigi Piccoli. E neppure un anno più tardi lei aveva scoperto dei noduli sospetti al seno. Un tumore. Operato pochi giorni dopo. «Mi ha telefonato a Londra dov'ero per lavoro e dove tra l'altro avevamo vissuto insieme fino a poco prima. E sono corso subito a casa» racconta lui.BR Dal momento in cui ha scoperto la malattia Raffaella ha dovuto imparare nuove coordinate, quelle che le permettevano di orientarsi nel reparto 16, al pian terreno della clinica medica, di giostrarsi tra esami e chemioterapie, di condividere la sofferenza e le paure di tanti altri pazienti. In uno spazio angusto, spoglio, le stanzone divise da tende e i pavimenti sbrecciati.BR Nel dicembre scorso il reparto 16 è stato trasferito all'ultimo piano della Torre Aids, ma Raffaella non c'era già più. Se n'è andata, con il suo sorriso e le sue speranze, il 2 maggio del 2007. «Inizialmente volevo fare una donazione alla clinica che è stata tanto vicina a mia moglie - dice Piccoli -. Mi sono rivolto al dottor Marco Danova e lui mi ha prospettato invece la possibilità di fare qualcosa di diverso, per contribuire all'umanizzazione del reparto. Dopo 30 secondi mi aveva già convinto. Mentre mi parlava pensavo già che mi sarei rivolto a una cara amica di infanzia, l'architetto Maria Paola Gatti. Fu lei a progettarci la casa». Facendo scorrere tra le dita il filo dell'amore e della solidarietà, che avevano contagiato Raffaella in vita (faceva volontariato a Torre d'Isola), è nato un progetto. Via via più grande. E, srotolandosi come una matassa, ha coinvolto molte persone. Prima l'amica architetto, poi un'artista dell'Accademia d'arte di Brera, Alessandra Angelini, che realizzerà la principale di 12 opere: composizioni di arte grafica affidate agli allievi dell'Angelini, che tiene un corso di Grafica d'arte. Lavori nati da un'attività di gruppo con la docente che riguardava la creazione di immagini per stimolare nell'osservatore sensazioni di serenità e pensiero positivo. Le opere entreranno a far parte di un allestimento più ampio che reinterpreta lo spazio della sala d'aspetto del reparto, attualmente al terzo piano della Torre Aids. Cancellerà le pareti spoglie e darà un diverso colore, con poltroncine e sedie rosse, marroni, arancioni. «La zona di passaggio diventerà sfondo di opere d'arte, creando uno spazio evocatore del 'bello", percepibile anche all'occhio disattento e fruibile dall'animo in riflessione» scrive la progettista. Il piano è stato presentato al consiglio di amministrazione dell'ospedale. Giuseppe Matozzo, segretario della fondazione, l'ha seguito in prima persona. E di recente è stato approvato. I lavori partiranno in autunno. «Questa iniziativa testimonia l'attaccamento dei pazienti e dei loro familiari alla nostra struttura - dice Marco Danova, oncologo del San Matteo -. Contribuirà a migliorare l'accoglienza per gli altri pazienti che verranno». E l'ambiente conta. Lo sa Marco Inglardi, il caposala del reparto 16, che tanto aveva caldeggiato, l'anno scorso, un trasferimento dal vecchio edificio scrostato della clinica medica. «Per un malato, sottoposto a cure anche pesanti, è importante trascorrere il tempo in un luogo acogliente» dice. E poi il titolo: 'Life". Spalanca una porta alla speranza. «Raffaella canticchiava sempre quel motivetto e 6 mesi prima di lasciarci mi aveva chiesto di cercarglielo su Internet - dice Piccoli -. Infonde serenità allegria. Come faceva lei». (m.g.p.)BR