Il San Matteo studia le staminali nello spazio

b PAVIA./bb In futuro i ricercatori del San Matteo potranno coltivare cellule staminali nello spazio, in assenza di gravità. E, grazie al satellite, i medici daranno consulti a distanza, nell'altro emisfero, in due ospedali africani gemellati: Ayamè (Costa d'Avorio) e Lachor (Uganda). Sono le opportunità offerte dall'accordo siglato dalla fondazione San Matteo e dall'Agenzia spaziale italiana. «Un accordo esclusivo - dice il presidente Alberto Guglielmo -. L'Asi l'ha sottoscritto solo con noi». Un progetto che si muove nel solco della ricerca, posta in cima alle priorità dalla fondazione pavese. Tanto che il consiglio di amministrazione ha già dato mandato per la realizzazione (o la ristrutturazione) di una palazzina destinata esclusivamente a questo scopo.BR /b Giusto il tempo di presentare l'accordo nella tarda mattinata, poi presidente e direttore scientifico del San Matteo sono corsi in aeroporto a Malpensa. Destinazione Stati Uniti dove già una delegazione di dirigenti dell'ospedale sta tessendo, da qualche giorno, una trama di contatti per nuovi 'matrimoni" nel nome della ricerca. Sulla missione negli Usa Guglielmo finge di cadere dalle nuvole, ma alle 17 è già sul Boeing che lo porterà a Baltimora, insieme a Carlo Alberto Redi.BR «La ricerca traslazionale è la nostra priorità - Ribadisce Guglielmo -. A Pavia punteremo, in particolare, sulla medicina rigenerativa con le cellule staminali: siamo già in competizione a livello internazionale».BR E l'accordo con l'Agenzia Spaziale Italiana (uno degli ultimi atti firmati dall'ormai ex presidente Giovanni Bignami e dal responsabile della medicina Vittorio Cotronei) punta in questa direzione. «Insieme perseguiremo alcuni obiettivi - spiega il direttore scientifico Carlo Alberto Redi - e focalizzeremo la collaborazione su alcuni progetti: telemedicina, telesalute e trasmissione dei dati, biotecnologie e trasferimento di tecnologie. Ad esempio, per quanto concerne le cellule staminali, in futuro potrebbe profilarsi la possibilità di coltivarle in particolari contesti: in assenza di gravità o in presenza di condizionamenti biofisici che in laboratorio sarebbero molto più faticosi da riprodurre. Grazie all'accordo potremo utilizzare sonde e navicelle». Oltre al satellite, 'agganciato" con Pavia gratuitamente otto ore a settimana. «Consentirà di sperimentare progetti di telemedicina - dice Redi - con particolare rilievo per le attività di teleconsulto con aree del mondo lontane, caratterizzate da forte disagio sociale: pensiamo ad Ayamè e a Lachor in Uganda. I nostri medici potranno dare il loro contributo e potremo formare anche studenti a distanza».BR L'utilizzo delle staminali 'nello spazio", dove cadono le frontiere, apre comunque un fronte etico: Pavia utilizzerà anche in questa collaborazione con l'Asi cellule non embrionali? Mette le mani avanti il presidente (dopo che anche il comitato di Bioetica del San Matteo ha discusso di questo in una seduta fiume terminata alle 22.30 della sera precedente): «Tutto sarà fatto in un sistema di ricerca etica, con i codici riconosciuti dalla medicina internazionale». Una precisazione voluta, per evitare che il fantasma della clonazione potesse materializzarsi.BR