Troppi esami, i medici sotto accusa
b PAVIA./bb Negli ultimi 6 mesi l'Asl di Pavia ha registrato un incremento, rispetto al 2007, delle prestazioni ambulatoriali. In particolare quelle diagnostiche. In Lombardia sono lievitate del 9%, rispetto alle previsioni che oscillavano intorno al 2,5%. «La nostra provincia potrebbe risultare meno sprecona - dice Simona Mariani, direttore generale dell'Asl -. Ma stiamo spulciando i dati da gennaio a oggi proprio in questi giorni. L'attenzione si concentra non solo sugli esami diagnostici ma anche sulle visite e le prescrizioni». Intanto i medici di base, chiamati in causa dalla Regione, non ci stanno a prendersi le colpe.BR /bGiovedi la Fimmg - federazione medici di medicina generale - sarà di nuovo ricevuta in direzione generale Sanità della Regione. Secondo round di un incontro avviato mercoledi scorso nel quale i medici hanno contestato le dichiarazioni del direttore generale Sabità Carlo Lucchina che attribuiva loro «la responsabilità dei presunti sprechi nella diagnostica». «Sono loro che firmano le ricette -aveva detto -. Il 60% delle prescrizioni specialistiche passa da loro. Siamo a metà dell'anno e quel 9% rischia di portarci a sfondare il tetto del miliardo di euro». «Siamo tra l'altro sotto pressione da parte di più enti anche per la spesa farmaceutica - dice Claudio Rovescala, segretario della Fimmg pavese -, nonostante siamo ai livelli più bassi di spesa in Italia e, per contro, ai più alti livelli per l'inserimento dei generici nelle prescrizioni. Con il tentativo di accollare tutti gli errori, anche i più microscopici errori formali sulla singola ricetta, al medico di famiglia».BR Quello delle prescrizioni diagnostiche, in realtà, è un problema annoso. Che vede il continuo rimpallo delle responsabilità tra medico di base e specialista. «Spesso e volentieri - dice un medico di famiglia pavese - gli specialistici indicano esami diagnostici al paziente ma gli suggeriscono di farseli prescrivere dal proprio medico curante. E nessuno si permette di mettere in discussione l'appropriatezza di un esame stabilito da un cardiologo piuttosto che da un traumatologo».BR Categorica la Fimmg: «Ora, forse a fronte di qualche difficoltà politica nei rapporti tra Stato e Regione, si cerca ancora una volta, come già avvenuto per la farmaceutica, di trovare il capro espiatorio nel medico di medicina generale che si vede cosi schiacciato dalla medicina difensiva degli esami e delle tecnologie, consigliati dai vari specialisti delle strutture pubbliche e private. Pena le denunce per ritardo diagnostico e una nuova medicina difensiva, quella che vedrà il medico penalizzato come responsabile di una spesa impropria».BR «Temiamo una crisi senza precedenti - aggiunge Maurizio Rovescala - con un'escalation inarrestabile verso una medicina fortemente difensiva, sia nei confronti degli stessi cittadini, che chiedono sempre più prestazioni talvolta superflue, sia verso le strutture ospedaliere pubbliche e private del territorio che inducono prestazioni ad alto livello». (m.g.p.)BR