Biglietteria, lo sfogo dei dipendenti
b VOGHERA./b Tiene banco il caso della biglietteria della stazione ferroviaria di Voghera, a rischio chiusura. Dopo la lettera al ministro dei trasporti scritta dal deputato pavese Carlo Nola, interviene il personale. «Gli agenti idonei al servizio clienti - spiega un ferroviere che non può essere citato con il nome e cognome, perchè rischia il posto - in servizio a Voghera sono sei, di cui uno lavora part-time: due settimane è presente, una settimana riposa. Gli sportelli da tenere aperti, sulla carta, sono tre. Già con questo dato il conto non torna: come si possono fare i riposi settimanali, le ferie o le malattie? Nel corso del tempo, quindi, gli sportelli aperti sono rimasti solo due, ma anche questo non è servito: basta che uno si ammali, e la situazione precipita. La biglietteria di Voghera non svolge solo il compito di vendere i biglietti: c'è anche l'assistenza alla clientela, comprese le informazioni (dato che il numero 892021 non fornisce un servizio adeguato). Secondo noi la volontà dell'azienda non è quella di chiudere ma di far svolgere questi servizi a un solo agente: uno al mattino e uno al pomeriggio. Però un solo addetto non riesce a servire una clientela cosi numerosa e con diverse esigenze. Inoltre subisce uno stress inumano: se deve andare al bagno, per esempio, deve chiudere lo sportello in faccia ai clienti». Adesso la stazione di Voghera ha ricevuto un rinforzo «temporaneo» da un'altra stazione, ma la situazione non è migliorata. «Se la biglietteria è chiusa - conclude il ferroviere - chi sale sul treno senza biglietto lo fa a bordo senza sovrapprezzo. Se invece è aperta, per chi sale sul treno senza biglietto scattano multe salatissime». E allora? «Di fatto lo sportello unico, con code chilometriche negli orari di punta, rende impossibile fare il biglietto. E chi prende il treno lo stesso, se ne accorge». (p.fiz.)BR