Laureati, insegnare diventa impossibile

b PAVIA. /bb«Come si diventa insegnanti?». Non sarà facile rispondere. I neolaureati con questo sogno nel cassetto dovranno trovare un'alternativa. Perché dall'anno prossimo non partiranno le scuole di specializzazione per l'insegnamento, unico iter per poter insegnare nelle scuole medie e superiori. E' un provvedimento a carattere nazionale, ma che riguarda anche la sezione pavese della Silsis, la «Scuola interuniversitaria lombarda di specializzazione per l'insegnamento secondario». Per gli studenti è una brutta notizia, perché per il momento non è possibile insegnare e non è chiaro quale percorso si potrà intraprendere. Il problema è che le graduatorie sono già bloccate dall'anno scorso e quindi l'accesso alla professione rimane avvolto nel precariato.BR /b «Non partirà il primo anno del decimo ciclo - spiega il direttore della sezione pavese della Silsis Daniele Sabaino - Una decisione che il ministro Gelmini aveva annunciato. Nei giorni scorsi il Parlamento ha sospeso l'iter di attivazione del decimo ciclo». Per l'anno 2008-2009 la Silsis di Pavia aveva previsto 450 posti per neo laureati col desiderio di diventare insegnanti. Una richiesta che ogni anno va confermata dal ministero. I 450 posti richiesti erano divisi in sette indirizzi per le diverse materie di insegnamento, ciascuna a sua volta comprensiva di più classi. Ma con il blocco delle iscrizioni non ci sarà questa possibilità. Ovviamente i corsi vanno avanti per chi ha già iniziato la scuola di specializzazione (Ssis). «Il problema è che in questo modo - riflette Sabaino - non si distingue tra il fronte della formazione e quello del reclutamento». Inoltre le pratiche per il decimo corso erano già state attivate: «La sospensione contraddice il decreto del 7 maggio a seguito del quale anche la Scuola di specializzazione di Pavia ha messo in moto un meccanismo organizzativo e un dispendio di risorse umane che viene ora completamente vanificato», spiega il direttore della sezione pavese.BR Per alcune facoltà che hanno come sbocco privilegiato l'insegnamento sarà un anno particolarmente difficile. E' cosi per esempio per Lettere. «Lo sbocco dell'insegnamento per la nostra facoltà rimane quello privilegiato - spiega la preside di Lettere Elisa Romano - e questa decisione incide molto sull'organizzazioen della vita degli studenti. L'invito a recedere è stato fatto, ma non c'è stato effetto». Per Scienze Motorie questo doveva essere il primo anno di Silsis pavese, che fino all'anno scorso era solo a Milano. «C'è perplessità e attesa - spiega la presidente del corso Marisa Artesella - e molto sconcerto perché per ora manca un percorso per l'insegnamento».BR La decisione di sospendere le scuole di specializzazione è un provvedimento per ridurre il precariato: i giovani abilitati alla professione non avevano garanzie reali di poter insegnare. Però, quello che preoccupa è l'incertezza sul percorso. «Le Silsis hanno fatto bene il loro lavoro - spiega Elene Maga, della Cisl - però ora chi si iscrive non ha più certezze. Il ministero si deve sbrigare a chiarire quale sarà il percorso per diventare insegnanti». Che le graduatorie siano intasate da tempo è risaputo. L'anno scorso erano già state bloccate. «Ci sono graduatorie permanenti da smaltire - spiega Luigi Verde, Uil - quelle dell'ultimo concorso del 1999 non sono ancora esaurite». Ma devono essere stabilite regole certe. E poi non tutte le liste sono infinite. «Mentre ci sono graduatorie lunghissime - spiega Silvio Torre, Cgil - ci sono anche situazioni per esempio nel settore scientifico in cui le graduatorie sono vuote. Nel milanese ci sono presidi che non trovano insegnanti di matematica. Molti giovani vengono da noi e non sanno che strada intraprendere. E' preoccupante perché non si intravede un disegno di revisione».BR Se per Pavia i posti banditi erano 450, a livello nazionale erano circa 12mila. Le alternative rispetto a una misura cosi drastica potevano essere diverse: si poteva distinguere tra aree disciplinari, ridurre il numero di posti o distinguere tra formazione e reclutamento. «In questo modo il rischio per i nuovi laureati è che l'abilitazione richieda tempi lunghissimi», osserva ancora Torre. Quello che è chiaro è che i neo laureati non potranno per ora diventare insegnanti, ma del «doman non v'è certezza».BR