S. Matteo, gli ambulatori si trasferiscono al Dea

b PAVIA./bb Bar, spogliatoi per il personale e hall dovranno rinunciare a qualche metroquadro per fare spazio agli ambulatori: una trentina. Il Dea del San Matteo cambia volto in corso d'opera. Al pian terreno non ci saranno solo l'accoglienza e lo smistamento verso i reparti dell'Emergenza-urgenza ma anche un poliambulatorio aperto agli utenti esterni. Spazi fruibili con orari di apertura più estesi, mattina e pomeriggio. Con il duplice scopo di agevolare l'utenza interna ed esterna ed evitare disagi legati altrimenti al necessario spostamento di medici e infermieri tra i reparti e gli ambulatori.BR /b La collocazione degli ambulatori è stata a lungo oggetto di discussione tra la precedente direzione generale e il consiglio di amministrazione. E alla fine era prevalsa l'idea di collocarli esternamente al Dea, nelle vecchie cliniche ospedaliere da ristrutturare. Una soluzione avversata da sempre dal consiglio della fondazione che riteneva invece opportuno realizzarli nella palazzina, ancora in costruzione, dell'Emergenza-Urgenza. E cosi nell'ultima seduta il nuovo direttore generale Pietro Caltagirone, su mandato dei consiglieri d'amministrazione, ha presentato due varianti al progetto del Dea per sistemare i trenta ambulatori all'interno del nuovo San Matteo.BR Dodici piani, di cui due interrati (con il Pronto Soccorso), che ospiteranno il dipartimento strategico dell'Emergenza. Quali saranno poi i singoli ambulatori la direzione lo sta valutando con incontri mirati insieme agli operatori.BR «Questa soluzione vuole raggiungere due obiettivi - spiega il direttore generale del San Matteo Pietro Caltagirone -. Il primo: evitare disfunzioni perché qualora gli ambulatori fossero collocati altrove il personale medico e quello infermieristico sarebbero costretti a un via vai continuo tra il reparto e gli ambulatori».BR Il secondo tende a un'ottimizzazione delle risorse: se gli ambulatori fossero stati realizzati in un'altra sede sarebbe stato necessario duplicare le apparecchiature diagnostiche. Strumenti che dovrebbero essere a disposizione sia dell'utenza esterna sia dei pazienti ricoverati.BR «Trovandosi nella stessa palazzina i degenti non dovranno spostarsi e potranno utilizzare gli stessi strumenti diagnostici di chi accede agli ambulatori. Una soluzione certamente più funzionale» spiega Caltagirone.BR Il Dea, comunque, non sarà pronto prima del 2010. Da aprile del prossimo anno, come si era sperato fino a poco tempo fa, i tempi slitteranno infatti a gennaio 2010. Un ritardo sancito da un accordo bonario sottoscritto dalla Dec, l'impresa che guida la cordata per la costruzione della nuova palazzina alle spalle del vecchio San Matteo, e l'allora direttore generale Azzaretti agli sgoccioli del suo mandato. La firma sarebbe stata una delle ultime fatte dall'ex amministratore, poche ore prima di lasciare definitivamente l'incarico. La ditta in sostanza è autorizzata a prendersi dieci mesi in più per completare il gigante di dodici piani. E, in occasione dell'acordo bonario, ha incassato anche una quota arretrata per alcuni milioni di euro.BR