Addio ad Agostino, l'artista del risotto

bTORRE BERETTI./b I risotti di Agostino erano il suo marchio di fabbrica, apprezzato in passato perfino da un Enzo Bearzot fresco campione del mondo. Da qualche giorno, però, i suoi clienti sparsi ai quattro angoli d'Italia non hanno più la possibilità di gustarli. Agostino Todoerti, titolare dell'omonimo ristorante di via Stazione, è morto nei giorni scorsi all'età di 62 anni all'ospedale civile di Alessandria colto da un malore improvviso. I funerali del ristoratore si sono svolti a Valenza, nella chiesa della Madonnina: in prima fila, i figli Riccardo e Valentina, che di recente avevano già perso la mamma, Adriana Fabbris. La salma riposa nella cappella di famiglia del cimitero di Valenza. L'improvvisa scomparsa ha suscitato un cordoglio in tutta la Lomellina: da più di 30 anni, infatti, il ristoratore preparava risotti strepitosi. Nato a Quarto d'Altino, in provincia di Venezia, nel 1946, Todoerti aveva legato il suo nome all'omonimo ristorante situato di fronte alla stazione ferroviaria. Qui facevano tappa centinaia di clienti ogni settimana. Fra loro anche il sindaco Fabio Lambri. «Perdere Agostino è stato un trauma: prendere difficili decisioni per la nostra comunità di fronte a un suo piatto di risotto ci alleggeriva il compito - commenta -. Con lui se ne va un pezzo di storia di Torre Beretti, celebrato e invidiato dalle buone forchette di tutto il mondo, visto che ha lavorato spesso anche sulle navi da crociera». Agostino era conosciuto da tutti in zona: la sua straordinaria cucina aveva attirato anche volti notissimi come l'allora ct della Nazionale, Bearzot, e diversi clienti di sangue blu. Ora il suo amato ristorante rimarrà chiuso, forse per sempre. (u.d.a.)BR