Il maestro del muretto colpisce ancora
I più maligni avranno pensato che solo lui poteva far tornare Rubens Barrichello e la Honda sul podio. Ma sarebbe ingiusto, sia verso il pilota brasiliano, che pure una certa esperienza può sempre metterla in campo, sia verso gli sforzi del colosso automobilistico giapponese, che non sono certo pochi.BR Vero è che in occasione del Gp di Gran Bretagna è tornato all'attenzione di tutti Ross Brawn. Del resto non poteva essere un anno sabbatico (il 2007) ad aver tolto fantasia e capacità di leggere le situazioni in gara all'ingegnere di Manchester, il cui nome è legato a tanti successi del recente passato Ferrari.BR Nessuna nostalgia, per carità. Sarebbe sbagliato, e del resto il nuovo corso al muretto di Maranello ha fatto vedere di funzionare comunque al meglio in altre occasioni, ma gli applausi una volta tanto possono essere rivolti anche a chi non veste di rosso.BR La paternità dell'idea di far rientrare Barrichello nel momento in cui la pioggia aumentava di intensità durante il Gp di Gran Bretagna, del resto, è stata attribuita proprio a Brawn. Che la Honda ha chiamato anche per questo, una volta che le strade dell'ingegnere inglese e della Ferrari si sono divise.BR Qualche timido risultato lo si era già visto (lo scorso anno in tutto il mondiale Button aveva collezionato 6 punti ed ora è a quota 3, e Barrichello addirittura era rimasto a secco mentre prima del Gp di Silverstone ne aveva già 5). Grazie all'idea di ricorrere alle gomme da bagnato estremo Brawn ha fatto di più, ovvero ha fatto si che la Honda, e Barrichello, tornassero protagonisti. Il brasiliano volava rifilando 5-6 secondi al giro a tutti, una decina addirittura a chi, come la Ferrari e la Renault, aveva mantenuto le copertura di partenza confidando in una pioggia di ancora minore intensità. Rubinho è cosi tornato per la prima volta ai tempi dei fasti Ferrari, risalendo addirittura per qualche giro al secondo posto prima di chiudere terzo.BR Brawn è cosi riuscito in un'altra delle sue magie, di quelle che lo avevano già reso famoso nella Ferrari dell'era Todt. Del resto la carriera dell'innglese è rica di successi ad ogni livello. Entrato nel mondo delle corse con la March, passò alla Williams dove si mise subito in evidenza. Dopo un breve passaggio alla Arrows venne chiamato dalla Jaguar con la quale vinse il mondiale Sportscar nel 1991.BR Pochi anni e lo ritroviamo in Formula uno, come direttore tecnico della Benetton. E' qui che si forma il binomio vincente con Michael Schumacher: titolo piloti nel '94 e nel '95, titolo costruttori nel '95. Serie di vittorie riprese con il passaggio alla Ferrari e gli anni della scuderia di Maranello tornata invincibile dal '99 al 2004.BR Dopo l'anno sabbatico quindi la decisione di tornare in pista. Poche gare finora, il tempo di far vedere che al muretto i team devono ancora fare i conti con lui.BR