Candia, in moto su web
bCANDIA. /bb Giampaolo Trentin, 50 anni, per gli appassionati lomellini di moto e viaggi è da tempo un mito. Ora la sua notorietà si è diffusa sul web, dove tanti vogliono confrontarsi con lui, ottenere i suoi pareri, ed essere informati sulle sue sulle sue strepitose cavalcate. In Lomellina e sui siti, si fa chiamare allo stesso modo: Map, che è poi l'acronimo di Moto Adventure Paolo. Nato a Mortara da genitori, che si sono opposti al suo desiderio, manifestato quando era poco più di un adolescente di diventare un centauro. Poi la resa di fronte alla sua sconfinata passione.BR /b Paolo Trentin vive e lavora Candia, dove insieme alla ex-moglie, gestisce una birreria, il «New road», punto di passaggio obbligato per tutti i motociclisti visto che è segnalata sulle guide specializzate nel mondo delle due ruote. «Map» sulla sua Bmw ha appena compiuto un raid sulle montagne italo-francesi, in compagnia dell'amico piemontese Davide, che lo ha raggiunto a Bra', nel basso Piemonte, e con il quale ha condiviso - dice - «un'esperienza eccezionale». Mille chilometri fra vari passi alpini, iniziando dal Tenda per poi transitare sul Turini e arrivare al Col de Restefond. E da li, ancora, una arrampicata fino al tetto del Col de la Bonette con i suoi 2802 metri, seguendo la Route des Grandes Alpes. Poi i colli del Tour de France, il mito del ciclismo: Izoard, Galibier e Iseran prima di tornare in Italia superando il Passo del Piccolo san Bernardo. «E poi giù verso casa, nella pianura lomellina, sempre attenti e prudenti nella guida - precisa Trentin - ma avendo nel cuore e nella mente, oltre che nella macchina fotografica, quelle immagini di rara bellezza, per la vastità d'orizzonti, che avevamo potuto cogliere e gustare lungo il viaggio».BR Già perchè la «cavalcata» oltre all'aspetto sportivo, mirante a saggiare le «capacità» del motociclista e del mezzo sull'impegnativo e lungo percorso, ha sempre considerato di primo piano l'aspetto turistico e culturale.BR «Ad ogni passo importante o monumento di rilievo - racconta il MAP con l'orgoglio di chi vive non 'per" la moto ma 'con" la moto - ci siamo fermati, guardato, commentato e scattato le foto».BR Minuti intensi e bellissimi nei quali «ci si sentiva un po', come chi arriva a toccare il cielo con un dito. La moto è uno strumento non di emozioni proibite ma di percezioni e approfondite riflessioni». Da tutti gli amici «Riders» che condividono questa passione per le due ruote, da tutti gli interlocutori dei Forum, che hanno seguito sui vari siti la cavalcata del centauro lomellino («e che ringrazio per l'attenzione che mi dimostrano») parte già un lampeggio accecante: «Provaci ancora Map». (s.b)BR