Comitato, sempre guerra all'impianto
b ZINASCO./b Botta e risposta tra i componenti della Rsu dell'ex zuccherificio di Casei Gerola e del sindacato Flai Cgil e il comitato zinaschese anti-bioetanolo. «Non siamo fautori di una campagna contro i dipendenti di Italia Zuccheri, ma sosteniamo quella parte di zinaschesi che vogliono salvaguardare il loro territorio, le loro case e la loro salute», dice il comitato sostenendo anche che si continua a parlare di processo di riconversione quando invece si tratta di ricollocazione. «Del perché sia stato scelto Zinasco nessuno lo ha mai spiegato. Si racconta che la scelta sia dovuta alla vicinanza della ferrovia che, a detta degli stesso gestori, non è utilizzabile per il trasporto merci perché non elettrificata, dimenticandosi che la vera rete ferroviaria passa forse più vicina a Casei che a Zinasco». Con chi 'prendersela" allora per questa scelta? Non certo con i lavoratori dell'ex zuccherificio. «Chi offende l'ambiente e scherza con 45 posti lavoro è il connubio tra interesse politico ed interesse privato con, all'occorrenza, la connivenza di sindacati, enti agricoli ed enti pubblici», afferma il comitato presieduto da Walter Baiocchi. Il diritto al lavoro va sostenuto, ma non si baratta un paese agricolo con un 'inutile" impianto industriale, è in sintesi il pensiero del comitato. In questi giorni si è appresa la notizia che il nuovo proprietario dell'area dell'ex zuccherificio è la Sadi Servizi Industriali. «uesta società potrebbe avere la capacità di offrire posti di lavoro a Casei Gerola in tempi più brevi di quelli necessari per l'etanolo a Zinasco. Il sindaco Foschi, però, che si dice preoccupato per i suoi cittadini in cassa integrazione, ha messo paletti precisi alla Sadi. E' disponibile ad accettare solo insediamenti legati a sport e tempo libero», conclude il Comitato.BR