Belgio, Leterme getta la spugna

b BRUXELLES. /bIl Belgio è di nuovo senza un governo. Di fronte alle divisioni inconciliabili tra le due comunità linguistiche sulla riforma dello Stato, il premier Yves Leterme ha rassegnato le dimissioni, appena quattro mesi dopo essersi insediato. Da decenni il piccolo regno di re Alberto II, dieci milioni e mezzo di abitanti, fa i conti con il conflitto che vede opposti gli abitanti del nord di lingua fiamminga che vivono nelle Fiandre e quelli del sud di lingua francese della regione Vallonia. Lo stato federale si completa con una terza regione, quella di Bruxelles capitale, che è bilingue.BR I fiamminghi reclamano una maggiore autonomia, soprattutto dal punto di vista fiscale, rispetto a quella già ampia di cui sono dotate le regioni in Belgio. I valloni invece, che hanno dovuto fare i conti con i problemi derivanti dalla riconversione dell'industria pesante, temono che le rivendicazioni dei fiamminghi conducano alla dissoluzione del Paese e alla fine di ogni forma di stato sociale. Dalle elezioni di un anno fa sono usciti nettamente vincitori i cristiano-democratici fiamminghi di cui Leterme è espressione. Solo dopo 10 mesi di consultazioni, due fallimenti e un governo ad interim alle spalle, Leterme era riuscito in quello che si sarebbe dimostrato un miracolo effimero.BR Super criticato subito dai francofoni per aver confuso la Brabanconne, l'inno nazionale belga, con la Marsigliese, Leterme è finito nel mirino dei suoi stessi elettori e della sua formazione politica, dopo l'ennesimo insuccesso nella ricerca di un'intesa tra francofoni e fiamminghi sulla riforma dello Stato. «Malgrado tutti gli sforzi - ha dettato il premier in una nota ufficiale, subito dopo aver rassegnato le dimissioni - il primo ministro constata che i tempi previsti nell'accordo di governo non sono stati rispettati. E' evidente che le visioni opposte tra le due comunità per la costruzione dello Stato sono inconciliabili».BR Quanto alle prossime mosse, se sulla carta solo la destra estrema del fiammingo Vlaams Belang chiede la fine del Belgio e la piena autonomia della Fiandre, lo Stato federale è comunque destinato a perdere ulteriore potere a favore delle regioni. Didier Reynders, attuale vicepremier e uomo forte dei liberali francofoni, l'altra formazione uscita vincente dalle elezioni di un anno fa, potrebbe raccogliere il testimone e spingere sull'acceleratore della riforma, riuscendo laddove Leterme ha fallito. Sembra questa la speranza di molti commentatori politici e forse anche del re, che si è riservato di accettare le dimissioni di Leterme. Una soluzione che permetta di evitare le elezioni anticipate è attesa comunque entro questa settimana.BR