Borse Ue, «bruciati» 140 miliardi

bMILANO. /bbA metterli in fila si scriverebbe il manuale di tutto quanto può affossare i mercati: consumi fermi, inflazione in crescita, speranze di ripresa ai minimi degli ultimi anni, petrolio alle stelle, euro super quotato. Anche se il problema vero rimane un altro: la crisi di fiducia verso il sistema del credito. Con questi elementi sullo sfondo le Borse europee non potevano che vivere l'ennesima giornata di passione, un martedi nero sull'orlo del panico da vendita.BR /b Amsterdam sfiora una perdita del 3%, Londra, Milano e Madrid lasciano sul terreno due punti e mezzo, Parigi e Francoforte rimangono di pochissimo sotto un ribasso del 2%. I 600 titoli maggiori quotati sui listini del Vecchio Continente hanno bruciato altri 140 miliardi di euro di capitalizzazione, mentre Wall Street ha cambiato in breve intonazione: dopo aver aperto chiaramente in negativo, la Borsa statunitense ha beneficiato delle parole del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, secondo il quale i «rischi d'inflazione si sono intensificati» cosi come «per la crescita esistono significativi rischi al ribasso», ma, cosa più importante, ha annunciato che le stime del prodotto interno lordo per il 2008 sono state riviste al rialzo.BR Questo è bastato a dare qualche speranza a Wall Street, che non sembra soffrire la mancanza di un nuovo taglio del costo del denaro, anche perchè Bernanke ha affermato esplicitamente che «aiutare i mercati finanziari a tornare al loro normale funzionamento continuerà a essere la priorità». In questo clima sono state le Borse asiatiche ed europee a pagare lo scotto maggiore, con le banche a guidare l'ondata ribassista. A parte Fortis, il principale gruppo di servizi finanziari del Belgio che è affondato a Amsterdam dell'11,24% ai minimi degli ultimi 13 anni sui timori di un aumento di capitale e sulla possibilità di un'indagine da parte dell'autorità di controllo del mercato azionario olandese.BR Molto male anche il comparto delle materie prime minerarie (-4,16% l'indice DJ Stoxx di settore), cosi come quello dell'energia, che accusa il brusco calo del prezzo del petrolio, con l'italiana Saipem in perdita del 4,91% e British Gas del 3,97%. Diffusi cali hanno investito inoltre i titoli assicurativi (Allianz -5,49%, Axa -4,84%) e delle telecomunicazioni, comparto nel quale le perdite maggiori sono state accusate da British Telecom e Telecom Italia, che hanno chiuso con un taglio del prezzo del 4,80 e del 4,26%.BR