Senza Titolo
bIl detective Alfredo Beolchini è nelle mani del collega Perigord e dei suoi sgherri quando viene a sapere che l'investigatore che cercava a Marsiglia è morto.BR /bAlfredo finse di non aver visto il sorriso, la strana luce negli occhi del nano e la sottilissima lama che brillò nella sua destra. Replicò: 'Non so nulla di queste cose, io! Il marito mi ha detto solo che la rivuole..." S'interruppe, perché Maurice l'aveva agguantato per collo: 'Parla, ti dico!" Con voce alterata Alfredo fece: 'Non lo so!"BR 'E' fuori davvero, Maurice" intervenne Raton 'Me ne intendo, io. E' fuori."BR Maurice lasciò la presa e tornò tempestoso a sedere, si versò da bere; massaggiandosi il collo Alfredo mormorò: 'Non ce ne sarebbe un goccio anche per me?"BR BR 2. Bevvero in un cupo silenzio. Alfredo cercò gli occhi di Perigord, ma non li trovò.BR 'Alfred, state a sentire" fece infine Maurice 'Se ci state prendendo in giro, rischiate di brutto. Ora" e trasse di tasca un quadernetto 'scrivete qui il vostro indirizzo, e mettevi tranquillo. La cerchiamo noi, quella vostra Ortensia e quando l'avremo trovata v‘avvertiremo, cosi verrete a prenderla. Intesi?" e porse una matita. A queste parole segui un lungo silenzio, nel quale Alfredo scrisse l'indirizzo del suo ufficio. Continuava a sentirsi calmo.BR Quando Maurice ebbe dato un'occhiata a quadernetto, si alzò e fece un cenno: 'Bene, Raton, portalo alla stazione, controlla che salga sul treno e ci resti. Voi, fuori dai coglioni."BR BR 3. Alfredo fece un po' di fatica a seguire i passi corti e rapidi di Raton, per bui sottopassaggi e ripide scale. Di tanto in tanto, il nano barcollava e gli finiva addosso, del che si scusava con sorriso, trovò Alfredo, un po' molli. Giunsero infine alla stazione e a una lunghissima pensilina in fondo alla quale era fermo un treno sbuffante: 'Quello è il tuo. Prima sali meglio è" fece Raton; ancora sorrise in quel modo e cercò la mano di Alfredo:BR 'Il tuo biglietto" mormorò; aggiunse 'Ah, guarda che Foucold è morto di malattia. Maurice ha detto che l'hanno ucciso solo per farti paura. Io poi" e il nano serrò la mano di Alfredo ' non ti farei nessun male. Sei cosi bello" sussurrò; s'affrettò, raggiunse il treno, alzò la destra a uno sportello dell'ultima carrozza: 'Apri e sali. Non ti rivedrò più, peccato!" e di nuovo strinse con più forza la mano.BR 'Oh Dio, ci mancava questa!" pensò Alfredo. In fretta apri, sali, passò nel primo scompartimento, tentato di nascondersi...Ma no. S'affacciò al finestrino. Eccolo là, Raton. Alfredo ebbe un attimo di tenera pietà. Si ritrasse. Dopo nemmeno un minuto con un lungo fischio il treno si mosse. Alfredo tornò al finestrino. Povero piccolo Raton!, in fondo, meritava un ultimo saluto. Si sporse.BR Non c'era nessuno sulla banchina.BR BR 4. E dove è andato?, si chiese Alfredo stupefatto, com'è possibile che Raton non sia più li?BR In quel momento s'udirono urla, fischi, richiami: e il treno interruppe bruscamente la corsa appena iniziata e si fermò in un gigantesco stridere di freni e tremando in ogni sua struttura. In tutti gli scompartimenti e in tutti i corridoi, la stessa scena: gente che cadeva a terra, valige che volavano, grida, lamenti, imprecazioni, richieste d'aiuto. E intanto, da fuori, giungevano fischi, richiami, passi in corsa. Il treno parve ricadere all'indietro restando infine immobile; Alfredo che era caduto tra i sedili, subito si rialzò, s'affacciò al finestrino: lanterne sulle banchine, gente che accorreva: che cosa era accaduto, cosa stava accadendo? Gridavano intanto: 'Ferma! Ferma! Allarme! Aiuto!"BR b(6, continua) /bElaborazione grafica Studio Galli-Nidasio