Giovane neurologo vigevanese guida la medicina di montagna

bVIGEVANO./bb Il primo ambulatorio pubblico italiano di medicina di montagna, aperto all'ospedale regionale di Aosta, è stato ideato da un neurologo vigevanese che ne è anche il responsabile. Il dottor Guido Giardini, 40 anni, laureato in medicina e specializzato in neurologia all'Università di Pavia, ha lavorato prima all'istituto di cura «Beato Matteo» di Vigevano poi all'istituto «Mondino» di Pavia. Da qualche anno si è trasferito in Val d'Aosta e ha preso servizio all'ospedale del capoluogo. L'ambulatorio è rivolto a guide alpine e alpinisti esperti, a soggetti che fanno sport in ambiente montano (specialmente in alta quota), a individui che hanno già sofferto di patologie legate all'alta quota (mal di montagna acuto con complicanze di edema polmonare e edema cerebrale).BR /b Vanno a farsi visitare in ambulatorio anche lavoratori d'alta quota, turisti, soggetti che progettino soggiorni prolungati a quote elevate, donne in gravidanza e bambini, soggetti con patologie croniche, ipertensione arteriosa, diabete, malattie cardio-vascolari. Appassionato di escursioni, Giardini spiega di aver iniziato a coltivare a Pavia l'interesse per la medicina di montagna. «L'istituto Mondino - evidenzia Giardini, consigliere del Direttivo della Società italiana di medicina di montagna - è una palestra importante per lo studio della circolazione cerebrale e di malattie legate alla mancanza di ossigeno, come l'ictus». L'idea di Giardini e del collega Carlo Vettorato è stata finanziata dalla Regione Autonoma e realizzata in collaborazione con l'ambulatorio di medicina di montagna della Scuola nazionale di sci e dell'alpinismo di Chamonix, d'intesa con l'Università di Parigi. Fra i partners, la Fondazione «Montagna sicura» di Courmayeur. I medici dell'ambulatorio fanno parte del Soccorso alpino. Per una visita (anche da altre Regioni) basta l'impegnativa del medico di base. «Siamo organizzati per visite semplici e, se le condizioni fisiche lo consentono, sottoponiamo il paziente anche a un test con un apparecchio che ricrea la condizione di altitudine, con scarsa presenza di ossigeno, come se si fosse in cima al Monte Bianco - spiega Giardini -. Il paziente effettua una prova sotto sforzo per 5-10 minuti, mentre misuriamo le sue funzioni vitali. E' sempre presente un rianimatore». Per prenotare bisogna contattare il Cup dell'ospedale di Aosta (tel. 848-809090). Per informazioni, inviare una mail all'indirizzo medicina.montagna@uslaosta.com, o chiamare l'ambulatorio allo 0165-543319, il martedi e il giovedi dalle 16 alle 18.BR d.artioli@laprovinciapavese.itBR