A Parona l'integrazione è giocare a pallone

b PARONA./b Sei squadre in campo per dare un calcio a razzismo e intolleranza. E' l'iniziativa a cavallo fra sport e solidarietà promossa, per il 13esimo anno consecutivo, dalla Caritas paronese. Domenica, alle 14.30, per il torneo Calcio senza frontiere si affronteranno le squadre della Caritas paronese, dell'Ecuador e degli agenti di polizia penitenziaria di Vigevano (primo girone eliminatorio), del Marocco, del Perù e dell'Egitto (secondo girone). Le gare in cartellone al campetto dell'oratorio parrocchiale saranno dirette dall'arbitro Tommaso Oliva. Sono previste partite da 20 minuti l'una, in modo che la finalissima inizi alle 17.30. A seguire, le premiazioni della squadra vincitrice e dei singoli atleti saranno a cura del parroco don Davide Colombo e del coordinatore della Caritas paronese, Adriano Colli. La giornata terminerà con un banchetto. «Attraverso l'iniziativa estiva al campetto parrocchiale, la Caritas parrocchiale intende favorire l'integrazione. Ricordo quando facemmo intervenire alle prime edizioni i senegalesi impiegati in un'industria del paese: oggi siamo riusciti a coinvolgere tutte le etnie che vivono a Parona e nei centri limitrofi - spiega Adriano Colli -. E' un fatto che in questi anni molti episodi di criminalità vedano come protagonisti gli extracomunitari, ma va anche detto che la maggioranza di questi immigrati vive onestamente svolgendo lavori rifiutati da quasi tutti gli italiani». Negli anni scorsi i volontari della Caritas di Parona chiamarono in campo i giostrai accampati alla periferia del paese e, dopo la tragedia dell'11 settembre 2001, fecero indossare ai giocatori una maglietta della pace multicolore. Sempre nel segno della tolleranza e del rispetto reciproco.BR