Di Pietro: c'è una emergenza democratica
BR bROMA. /bbLa notizia e le polemiche. La notizia, annunciata da Di Pietro: «Faremo un grappolo di referendum per chiedere l'abrogazione di tutte le norme incostituzionali che il governo varerà». Le polemiche: in piazza Navona non si è attaccato solo Berlusconi e il suo «governo ridicolo».BR /b Si è attaccato anche il Papa e il capo dello Stato che sembra accettare il Lodo Alfano. E non solo. Contro Berlusconi, si, ma anche contro Veltroni che flirta con lui. I ventimila del «No Cav.Day» (gli organizzatori si sbilanciano su 100mila che in piazza Navona non c'entrerebbero nemmeno a strati) sono un popolo complesso, sono «liberi cittadini non organizzati da partiti, ma dalla rete», come dice Di Pietro, che però qui schiera i suoi fedelissimi venuti in pullman da tutto il Sud.BR Ma sono anche i delusi dall'opposizione targata Pd, dal «dialogo veltroniano». Si riconoscono bene nell'ironia sottile e al tempo stesso violenta di Marco Travaglio che attacca Berlusconi, «il governo più ridicolo della Repubblica e anche della monarchia», ma che parla a suocera perché nuora intenda. E la nuora è Veltroni. «Berlusconi fa di tutto per essere mandato a casa, ha stabilito il nuovo record di leggi incostituzionali approvate: cinque. Ma con lui si dialoga».BR Veltroni sbaglia, Veltroni rianima Berlusconi. Veltroni non è qui, dice Travaglio. «I suoi attacchi e quelli di Grillo al Pd non ci sorprendono - commenterà Veltroni - quelli al Colle invece sono intollerabili». Già, perché le stesse cose le dirà dopo Beppe Grillo, collegato via telefono. È il patatrac atteso, sperato dal centrodestra, temuto da Di Pietro, da Colombo, dai moderati della piazza.BR Sono quasi le nove di sera quando accade. Beppe Grillo in collegamento audio attacca il Presidente della Repubblica: «Morfeo Napolitano - lo chiama - sonnecchia, ma poi firma cose come il provvedimento sulla banda dei quattro. Ve lo immaginate voi Pertini che firmava una legge che lo rendeva immune dai processi? Ma chi rappresenta questo? È andato a festeggiare nella sua città, Napoli. Con una famiglia di Chiaiano? No, era a Capri con due inquisiti: Bassolino e la moglie di Mastella».BR È la doccia fredda sulla piazza. Qualcuno ha fischiato, pochi, non tutti hanno applaudito, ma le parole sono macigni. Furio Colombo, se ne sta sotto un gazebo, dietro il palco. «Questo attacco di Grillo al presidente Napolitano mi umilia e mi disorienta. L'obiettivo è Berlusconi, il nostro nemico è Berlusconi. Anche Travaglio ha fatto l'errore di rovesciare l'obiettivo. Sto pensando di non parlare». Poco più in là Giovanni Bachelet, deputato del Pd, supera le transenne: «Dopo l'attacco a Napolitano me ne sono andato - dirà poi - ho saputo che dopo è andata anche peggio».BR Colombo alla fine sale sul palco, difende la causa dei rom, grida alle leggi razziste. E difende Napolitano. Ma quando chiama la piazza a un applauso per il capo dello Stato non è cosi forte, e si sentono anche dei fischi. Dopo di lui sale Antonio Di Pietro, per chiudere la manifestazione. Le agenzie stanno già battendo la condanna dei rappresentanti del centrodestra: «Io - dice il leader dell'Italia dei Valori - mi riconosco nelle parole di Colombo. Non confondiamo il diavolo con l'acqua santa. Il diavolo è chi non rispetta le regole, l'acqua santa per noi è chi le regole le vuol far rispettare».BR Prima ha dovuto dettare alle agenzie che si dissocia dagli attacchi al Papa di Sabina Guzzanti. Quando parlava Travaglio non applaudiva, perché Veltroni è pur sempre l'uomo che lo ha scelto come alleato. E anche perché a guardare la piazza stasera è quello che gli ha dato lo scettro di leader dell'opposizione.BR «Ci accusano di essere l'antipolitica - dice Di Pietro due ore prima aprendo la manifestazione - ma ogni volta che un pregiudicato si candida per non andare in galera, quella è antipolitica. Ci chiamano girotondini, grillini, ma questa è una reazione democratica a un'azione antidemocratica». E sul Lodo Alfano torna a parlare di «sequestro parlamentare a fine di estorsione». Poi aggiunge: «Abbiamo bisogno di alte cariche dello Stato che siano innocenti, non impunite». Boato che cresce sulla conclusione, attacco neppure tanto velato a Veltroni: «Quando c'è emergenza democratica si sta al fronte e non si scappa».BR Quando tocca a Grillo la platea è già stata scaldata da Marco Travaglio. «Berlusconi arretra e gli altri vanno più indietro di lui. Ha messo ministro della giustizia Angelino Alfano, uno che spara c..., ma siccome lo fa dialogando nessuno dice niente», spara Travaglio. Grillo se la prende con tutti, invita a farsi un passaporto per «andare a vaff...». Poi parla di «Topo Gigio Veltroni, il nuovo Mastella, che in tre mesi ha sciolto un governo, perso il Comune di Roma e tolto i partiti di sinistra dal Parlamento». La folla applaude e ride amaro.BR
Alessandro Cecioni