Missione balene, il rientro
b PAVIA./bbLa spedizione pavese nel mare di Alboran per studiare balene e delfini si è appena conclusa. Ricercatori e studenti del Cibra, guidati da Gianni Pavan, responsabile del Centro interdisciplinare di bioacustica e ricerche ambientali dell'ateneo pavese, hanno lavorato a bordo della nave oceanografica Alliance. «Il nostro contributo è di aver portato strumenti progettati da noi - spiega Pavan - idrofoni trainanti che visualizzano con precisione i suoni ricevuti». Un'importante collaborazione: una ricerca internazionale con strumenti e software progettati a Pavia.BR /b Lo scopo della spedizione al confine occidentale del Mediterraneo, organizzata dal Nurc, il Centro di ricerche subacquee della Nato che da dieci anni collabora con l'ateneo pavese, era studiare la presenza e la distribuzione dei mammiferi marini e in particolare dello Zifio. «Quello che ci interessa è sviluppare un modello per predire la presenza di questi animali - spiega Pavan - ed evitare situazioni di pericolo dovute alla presenza di attività umane». Oltre la ricerca scientifica quindi, per un impegno anche a tutela degli animali.BR Insieme ai 25 ricercatori a bordo della Alliance c'erano oltre al professor Pavan anche cinque studenti che si sono alternati nelle cinque settimane del viaggio. Che tipo di esperienza è sta per i ragazzi? «Un'esperienza importante - spiega Pavan - perché la Alliance è una nave oceanografica unica al mondo, silenziosissima, progettata per le ricerche di acustica. Abbiamo lavorato a turni, 24 ore su 24, senza sosta con due diversi sistemi acustici di cui uno era il nostro». Cosa è emerso da questo viaggio? «Abbiamo registrazioni che occupano quattro hard-disk da 500 giga, ci vorranno uno o due anni per elaborarli - osserva Pavan - è emerso che nel 60% dell'ascolto con l'idrofono si sentivano suoni di origine biologica, anche quelli tipici dello Zifio. Con strumenti ben fatti e con l'esperienza si può quindi riconoscere lo Zifio, che spiaggia spesso durante le esercitazioni militari con i sonar e pensare a una protezione basata sull'ascolto preventivo».BR Tra i cinque studenti di tutta Italia c'era anche Federico Cividini, al terzo anno di Biologia all'Università di Pavia. «Ho lavorato sia nel settore visual sia nell'acustico - spiega lo studente che sta lavorando alla tesi proprio con Pavan - Per dieci giorni ho lavorato in torretta ad avvistare gli animali. Nella seconda fase ho lavorato con i tecnici acustici: annotavo minuto per minuto i suoni importanti ricevuti». Un'esperienza formativa e professionale, fatta di turni di lavoro, ma anche di confronto con le equipe straniere. (ma.br)BR