Cade in casa, sera da incubo

BR b VOGHERA./b Stavolta è andata bene, ma avrebbe potuto essere l'ennesimo «dramma della solitudine» urbana: storie drammatiche di anziani che vivono soli, colti da malore in estate (spesso per il caldo) e trovati da parenti o soccorritori quando ormai non c'è più nulla da fare. Un copione che si ripete d'estate e non solo. Per fortuna, in quest'ultima vicenda, non è stata la sorte di Antonia Nocito, 79 anni. La donna, che abita al secondo piano di uno stabile in via Carlo Alberto, deve ringraziare la sua stessa prontezza di spirito, l'aiuto immediato della sua vicina di casa e il pronto intervento dei vigili del fuoco di Voghera.BR Sono stati loro a compiere il gesto decisivo. Determinante anche il dialogo, il rapporto con i vicini di casa. E' il momento dei ringraziamenti dopo i momenti da incubo. «Si, sono stati tutti meravigliosi - afferma l'anziana, che è tornata a casa dopo una breve visita di controllo in ospedale per accertarsi che le sue condizioni di salute siano buone - e voglio ringraziarli di cuore. Tre ore dopo la mia caduta era tutto finito». Cos'è successo, per la precisione? Con disponibilità e con il sollievo di chi l'ha passata brutta la donna vogherese racconta cosa le è accaduto l'altra sera: «Venerdi sera faceva molto caldo. Si fa fatica anche a riposare. Verso le 23 sono andata a letto, ma sono rimasta sopra le lenzuola proprio per il gran calore, cercavo un po' di refrigerio. Sotto la schiena avevo un lenzuolo piegato che però mi dava fastidio. Mi sono alzata dal letto per metterlo a posto, ma in quel momento, mentre cercavo di togliere quel fastidio, ho perso l'equilibrio e sono caduta sul pavimento, con la schiena a terra. Ho provato a rialzarmi, ma non ce l'ho proprio fatta: ormai non ho più forza nelle braccia. Per fortuna ho visto che vicino al letto c'era uno spazzolone con il manico di legno. Sono riuscito a fatica ad afferrarlo. Con quello ho cominciato a dare dei colpi nel muro, per richiamare l'attenzione della mia vicina. Non è stato facile: un po' per la posizione, un po' per il fatto che la mia amica si trovava dalla parte opposta dell'appartamento. Alla fine però mi ha sentito e ha dato l'allarme». Una sequenza da incubo tra le mura di casa, quasi un copione di quei telefilm dove fino all'ultimo si tiene il fiato sospeso. E, come in quei telefilm, la disavventura ha avuto un lieto fine.BR «Non potevo certo andare ad aprirle la porta - aggiunge ancora la signora - attraverso il muro le ho chiesto di avvisare subito il 118 e i pompieri per far aprire la porta. Ormai era passata la mezzanotte da un bel po'. A mezzanotte e mezza ho sentito dei rumori provenire dal terrazzo: i pompieri avevano raggiunto il balcone con una scala e stavano passando dalla finestra. Pochi minuti dopo avevo attorno a me il medico del 118, gli infermieri e gli stessi vigili del fuoco. Mi hanno fatto tutte le visite del caso, per accertarsi che non avessi nulla di rotto, e mi hanno anche portato in ospedale per un controllo. Alle 3 di notte, però, ero di nuovo nel mio letto: ringrazio davvero tutti. Sono contenta di avere avuto attorno persone cosi». La signora sorride. Poteva essere una storia da lacrime.BR

Paolo Fizzarotti