«Sono ore di angoscia per la nostra comunità»
bPADOVA. /bSono «ore terribili» di attesa a San Giorgio delle Pertiche (Padova), il paese di Federica Squarise, la giovane scomparsa lunedi sera a Lloret del mar, località turistica a settanta chilometri da Barcellona. «Sono ore terribili - ha detto il sindaco Catia Zorzi - che stanno tenendo in uno stato di angoscia tutta la nostra piccola comunità».BR «Ho parlato con i carabinieri sin dai primi giorni - ha aggiunto - ci aspettavamo che fosse una scappatella. Poi con il passare del tempo ci siamo accorti che si tratta di qualcosa di ben più serio». Il sindaco ha detto di avere interpellato i parlamentari della zona «in particolare il senatore Luciano Cagnin, che so che si è interessato in prima persona con la Farnesina perchè la questione fosse tenuta nella debita considerazione».BR «Ho dato - ha quindi ricordato - il mio sostegno morale alla famiglia, di più in questi momenti non si può fare: è una bella famiglia, sono provati ma sono anche molto uniti e per questo sanno resistere». Perchè Federica Squarise torni presto a casa si pregherà questa mattina nella parrocchia del paese.BR «Occorre preghiera e un silenzioso rispetto nei confronti dell'apprensione della famiglia - ha detto il parroco don Riccardo Poletto - i fedeli della nostra parrocchia sono vicini alla famiglia Squarise».BR Nella famiglia della ragazza la tensione come si può immaginare è alta ed è resa tale soprattutto dalla mancnza di notizie: «Ogni telefonata è uno 'scrollon", un colpo per i nervi già tesi di mia sorella. Vi prego, cercate di capirci, evitate di telefonare in continuazione»: è la zia materna di Federica Squarise a raccontare il clima nel quale i genitori aspettano notizie nella loro abitazione a San Giorgio delle Pertiche.BR «Ogni squillo di telefono è un soprassalto, uno 'scrollon" - dice la donna usando un'espressione tipica del dialetto padovano - soprattutto per mia sorella. Aspettiamo notizie che possono arrivare solo per telefono. Chiediamo a tutti di telefonare solo se è veramente necessario, solo se ci sono notizie», è la conclusione della donna che si limita a poche parole per raccontare il clima di attesa e di apprensione della famiglia. «Cercate di capirci - conclude rivolgendosi soprattutto ai giornalisti - siamo tutti molto tesi».BR