Autostrade, l'Antitrust boccia le tariffe

bROMA. /bbL'Antitrust boccia le recenti modifiche alla convenzione con Autostrade e con le altre concessionarie perchè «penalizzano i consumatori» nella determinazione delle tariffe e «restringono i già ridotti spazi per la concorrenza nella gestione delle infrastrutture autostradali». Non solo, dice in sostanza il Garante, si rinnovano le concessioni senza nuove procedure di gara, ma le si rinnovano per trent'anni, includendo nella convenzione anche le nuove tratte da costruire.BR /b E, per di più, con un meccanismo di determinazione tariffaria che prescinde dal livello di redditività del concessionario e della sua capacità di recupero di produttività che sarebbe giustificabile solo se si fosse riassegnata la concessione tramite gara competitiva. A finire nel mirino del Garante della concorrenza è l' emendamento al decreto legge anti-infrazioni presentato dal nuovo Governo e approvato dalle Camere, che modifica lo schema di convenzione tra Anas e gestori autostradali. Con le modifiche apportate, la convenzione, che avrà durata trentennale, non segue più nella determinazione delle tariffe il'price cap', il vecchio meccanismo di determinazione dei pedaggi che aveva come obiettivo quello di incentivare la riduzione dei costi a vantaggio del sistema tariffario. Inoltre, la proroga delle concessioni sottrae alla concorrenza non solo la rete già assegnata, per la quale l'Antitrust aveva a suo tempo già segnalato l'esigenza di procedere a nuove gare, ma anche le tratte non ancora realizzate per l'ampliamento della rete autostradale. In particolare, sottolinea l'Authority, soprattutto per quanto riguarda la convenzione sottoscritta da Anas e Società Autostrade per l'Italia, principale gestore nazionale, con la nuova legge «ancora una volta la costruzione e la gestione di nuove tratte autostradali viene sottratta al confronto concorrenziale derivante da un eventuale e alternativo ricorso a procedure ad evidenza pubblica». Una serie di interventi posti a carico del concessionario, consistenti in nuove opere e tratte autostradali e, più in generale, nel potenziamento della rete, spiega infatti l'organismo guidato da Antonio Catricalà, saranno «oggetto di regolamentazione economica sulla base della stessa convenzione unica». Per questo l'Antitrust ha inviato una segnalazione ai presidenti di Senato e Camera, al presidente del Consiglio e ai ministri dell'Economia, Giulio Tremonti, e delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Nel documento si auspica che Governo e Parlamento riesaminino le normative in modo da «non eliminare del tutto i già esigui spazi lasciati alla concorrenza per il mercato, almeno per le tratte non ancora realizzate e per l'ampliamento della rete autostradale», e a «mantenere un sistema di adeguamento tariffario che incentivi la minimizzazione dei costi e il trasferimento dei relativi incrementi di efficienza produttiva agli utenti» traducendole «in tariffe di pedaggio più basse». No comment dal ministero delle Infrasutture che, dicono fonti vicine al ministro, «valuterà non appena avrà contezza della segnalazione». Aspetta di leggere le carte anche l'ex ministro Antonio Di Pietro, che nel corso del suo mandato aveva definito la convenzione ora modificata dal nuovo governo.BR