Lomello per l'ambiente

bLOMELLO. /b Comuni, ambientalisti e cittadini fanno quadrato contro i progetti, nuovi o in fase di attuazione, che minano l'integrità ambientale di un bacino, quello della bassa Lomellina, già compromesso dalla presenza di aziende «a rischio potenziale». Giovedi sera il centro policulturale San Rocco, a Lomello, era gremito di gente che ha voluto mettere a fuoco le nuove problematiche (quello della Cre alla tenuta ex-Tambucchi e quella della Sunagri nell'area ai confini tra Lomello e Galliavola) e fare fronte comune. Anche ricorrendo alla classe politica pavese. Loredana Longo, coordinatrice dei comitati ambientalisti della Lomellina, ha proposto: «Si deve fare sistema per difendere il territorio da ogni tipo di aggressione. Abbiamo i comuni dalla nostra parte anche se quello di Galliavola, oltre ad essere perennemente assente ai pubblici incontri, si manifesta accondiscendente ad ogni ipotesi. E' necessario contenere al minimo l'aggressione all'ambiente ed alla salute pubblica». Il sindaco di Lomello Giuseppe Piovera ha detto: «Su questi temi, i sindaci detengono solo potere consultivo. Per questo ci sentiamo defraudati della nostra rappresentatività». E il consigliere regionale Lorenzo Demartini: «In tempi in cui si parla di decentramento e di autonomie decisionali, i nostri comuni detengono invece poteri nulli. La classe politica deve incidere di più: siamo noi gli eletti delle nostre comunità».BR Dopo il dialogo politico attorno ai «grandi sistemi», Patrizia Berti del comitato «Noi Oggi per Domani» è entrata nel dettaglio: «Il caso Cre è già avanzato. Dalla Regione sappiamo che la stessa azienda milanese ha acquisito le aree limitrofe alla cascina ex-Tambucchi, già di proprietà. Ciò significa che, al di là dell'iter autorizzativo in corso per lo stoccaggio di fanghi e per il trattamento di rifiuti pericolosi, la Cre punta a grandi e più imponenti interventi. La Provincia di Pavia ha potere vincolante su tale progetto. Per questo faremo pressione perché le autorizzazioni siano bloccate». Ed il caso Sunagri? Berti ha confermato: «Siamo contrari. Il biogas prodotto dovrà essere generato dalla fermentazione batterica di 400 quintali al giorno di mais e sorgo. E' inaccettabile che per produrre un solo megawatt di energia debbano essere utilizzate queste quantità di materie prime».BR bPaolo Calvi /b