Ruba 25mila euro alla zia
b PAVIA./b Condanna a otto mesi di reclusione (pena sospesa perché incensurato) e a 600 euro di multa per un uomo, A.C., classe 1959, per essersi procurato un ingiusto profitto a spese della zia, P.T., sollevata di ben 25mila euro in cinque anni, dal 2002 al 2007. Al periodo, cioè, cui sono riferiti i fatti. A.C., residente a Sizano, si era appropriato di 20mila euro, che aveva ricevuto in prestito, e di 5mila euro prelevati in più riprese dallo sportello bancomat della filiale di Banca Intesa di Peschiera Borromeo, dove la zia aveva un conto. L'uomo, evidentemente, era riuscito a conquistare la fiducia della parente che infatti le aveva prestato dei quattrini, tanti pure: 20mila euro. Ma anche il bancomat con il quale aveva prelevato ben 5mila euro. Ma qualcosa, nel menage tra la zia e il nipote, deve essersi rotto se, alla fine, si è approdati nelle aule del tribunale. Dove A.C. è stato condannato per aver messo in atto un disegno criminoso ai danni della zia, per aver abusato, come si legge nella sentenza, della relazione con la parente. E il fatto è aggravato perché commesso appunto con 'abuso di relazione domestica". L'imputato ha patteggiato e se l'è cavata con otto mesi di reclusione (pena sospesa), ma dovrà comunque pagare una multa di 600 euro, pena in ogni caso ridotta perché in origine erano stati chiesti 11 mesi di reclusione e 900 euro di multa. L'uomo è stato quindi giudicato per appropriazione indebita ('chiunque per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto si appropria del denaro o della cosa mobile altrui..."), ma il fatto che fosse privo di precedenti penali ha comunque avuto un peso determinante nella sentenza. L'uomo era assistito da Gianluca Frascogna, avvocato a Milano. Il primo luglio, al palazzo di giustizia di Pavia, si è dunque conclusa una vicenda durata cinque anni.BR