Condomini beffati, spese pagate due volte

BR b VOGHERA./bb «Ho pagato 650 euro per le spese condominiali all'amministratore del palazzo. Ho pagato con grande fatica perchè non navigo nell'oro: poi ho scoperto che i miei soldi erano spariti e che dovevo pagare di nuovo, altrimenti ci tagliavano il riscaldamento e il gas». A parlare è uno degli inquilini del condominio Genova, un edificio da 135 appartamenti in via Amendola. Anche lui, come i suoi vicini, coinvolto nel crack di M.C., un professionista che fino a un anno e mezzo fa era uno dei più grossi amministratori di immobili a Voghera.BR /b La vicenda è venuta alla luce solo negli ultimi giorni, ma si è trascinata per mesi: un lungo lasso di tempo in cui, secondo le accuse degli inquilini, M.C. avrebbe mischiato arbitrariamente le contabilità e i soldi dell'ottantina di palazzi che amministrava a Voghera, per coprire buchi di bilancio sempre più grandi. Fino al crollo finale: in città girano voci secondo cui il «buco» si aggirerebbe sui 700 mila euro, solo parzialmente ripianato dal professionista. A far saltare il banco, un anno e mezzo fa, sarebbe stato però un ammanco di «appena» 150 mila euro, relativo a tre grossi palazzi cittadini: il professionista non è riuscito a fronteggiare l'esborso, il banco è saltato e la vicenda si è estesa a macchia d'olio. Subito dopo c'è stata la corsa delle assemblee di caseggiato per cambiare amministratore, ma ormai il danno era fatto e la gente ha dovuto pagare due volte. Nel condominio Genova, che si è ritrovato con un ammanco di 60 mila euro da solo, abitano molte famiglie di immigrati, parecchi dei quali sono riusciti a comprarsi la casa. «Sto pensando di denunciare l'amministratore - prosegue il condomino, un pensionato vogherese - Ma sono preoccupato perchè un processo significa altre spese rispetto a quelle che ho già sostenuto: abbiamo dovuto pagare due volte il riscaldamento e le altre spese». Sono numerose le denunce presentate nelle ultime settimane a polizia e carabinieri da parte di inquilini e piccoli proprietari di appartamenti dei palazzi amministrati fino a poco tempo fa da M.C. Le forze dell'ordine e la magistratura, a quanto sembra, non hanno ancora preso provvedimenti d'ufficio: finora si tratta solo di querele di parte per appropriazione indebita e inadempienza contrattuale. Visto che in Italia non esiste ancora la procedura collettiva chiamata 'class action" ogni singolo caso verrà trattato dai giudici singolarmente: ma è probabile che poi il magistrato riconosca la continuità del reato da parte di M.C., decidendo qualche forma di accorpamento. Le cause civili sono l'unica arma che i condomini avranno per tentare di rientrare in possesso del denaro indebitamente versato; ma i tempi della giustizia civile, in Italia, sono decisamente biblici. A far scoppiare la bomba è stata l'Asm di Voghera, con le sue procedure. «Quando abbiamo visto che quei tre condomini erano decisamente in ritardo con i pagamenti - afferma Sergio Bariani, amministratore delegato di Asm Vendita e Servizi - è scattata la procedura standard, che prevede l'affissione di avvisi nei portoni per annunciare l'imminente 'stacco" delle utenze. Solo allora i condomini hanno scoperto cosa stava accadendo: loro infatti erano persuasi di essere in regola dopo avere versato le rispettive quote all'amministratore dello stabile. A quel punto ci sono state le assemblee di condominio, la risoluzione del contratto con il vecchio amministratore e l'assunzione di uno nuovo: che però non ha potuto fare altro che farsi dare nuovamente il denaro dai condomini. Attualmente noi non avanziamo crediti: l'Asm è stata pagata integralmente. A rimetterci, evidentemente, sono stati gli inquilini. Il vecchio amministratore? Non so che fine abbia fatto: in base ai nostri tabulati non risulta più come un referente per l'Asm». Evidentemente non fa più l'amministratore condominiale.BR

Paolo Fizzarotti