Lomellina, più riso nel 2009

b MEDE./b La risaia si contrae a vantaggio di cereali come mais, frumento, soia e orzo che si dimostrano più redditizi. La tendenza, però, potrebbe invertirsi nella prossima campagna agricola 2008-2009 in virtù del vertiginoso aumento del prezzo del risone, cioè il riso ancora da lavorare. La fotografia è scattata dall'Ente nazionale risi sulla base delle denunce di superficie ('ettarato") presentate dai risicoltori di tutta Italia. In tutto, nell'ultima annata agricola, circa 10mila ettari di risaia, su un totale di 230mila, sono stati riconvertiti ad altre colture, principalmente frumento e mais. Gli importanti rialzi dei prezzi del risone che nelle ultime settimane hanno contrassegnano i mercati, compreso quello di Mortara, non sono stati sufficienti o tempestivi per invertire una tendenza già delineata. Si pensi solo che a inizio anno un quintale di Carnaroli era pagato 33 euro, mentre oggi il prezzo è quasi raddoppiato (57 euro). Se la tendenza rimarrà questa, o quanto meno se i prezzi non diminuiranno drasticamente, i risicoltori lomellini potrebbero destinare a risaia i terreni già utilizzati per altre colture. Secondo la Coldiretti, le cause sono da ricercare in un contesto strutturale di difficoltà di approvvigionamento idrico, oltre alla concorrenza dei prezzi dei cereali. «Abbiamo sollevato il problema in tempi non sospetti, sollecitando, purtroppo inascoltati, l'industria a trovare accordi con la parte produttiva e a spingere le quotazioni, allora deprimenti, dei risoni in confronto agli altri cereali - dice il presidente provinciale Giuseppe Ghezzi -. Il tradizionale spirito conservatore dei risicoltori, inoltre, ha limitato la perdita di investimento a circa il 4% ma, in futuro, se i rapporti con l'industria non cambieranno e se non saranno avviati progetti seri nella gestione delle acque la situazione peggiorerà ulteriormente». Per Luciano Nieto, direttore provinciale dell'Unione agricoltori, l'imprenditore agricolo guarda sempre più al mercato. «Teniamo presente, però, che i costi di produzione per il riso sono molto superiori di quelli di altre materie prime, come il frumento o il mais - afferma -. Se la risaia aumenterà in Lomellina si saprà solamente a ottobre, con le prime proiezioni di semina delle imprese agricole per la stagione 2008-2009». Infine, vale la pena ricordare che la diminuzione di superficie a riso ha penalizzato soprattutto la sottospecie japonica, che raggruppa i risi «da interno» come Carnaroli, Baldo e Arborio. Trionfa, invece, la sottospecie indica, più appetita dai mercati internazionali: l'aumento è di circa il 27%. (u.d.a.)BR