Intascò i soldi per la casa, agente condannato
b CASORATE./b bPer sè ne aveva tenuti 2mila. Il giudice lo ha condannato a pagarne il doppio. A finire nei guai un agente immobiliare di Casorate. Fabio Vitale, di 25 anni, collaboratore dell'agenzia 'Iniziative immobiliari", è stato chiamato a rispondere dell'accusa di appropriazione indebita. Alla base della denuncia, che ha dato avvio al processo a Pavia, c'era la sparizione della provvigione che il giovane aveva ricevuto da una cliente, ma che non era mai stata versata al titolare dell'agenzia. La vicenda gli è costata due mesi di reclusione e il risarcimento di 4mila euro.BR /b Il giovane non ha potuto spiegare le ragioni del suo gesto perché in udienza non si è presentato. E' stato, come si dice con un linguaggio tecnico, giudicato in contumacia. Si conoscono, però, i fatti che sono alla base dell'accusa, e che hanno portato il titolare della agenzia immobiliare a costituirsi parte civile per il risarcimento dei danni e il giudice a pronunciare sentenza di condanna.BR La vicenda comincia con un volantino. Una donna trova un depliant pubblicitario nella cassetta della posta e si rivolge all'agenzia: deve vendere un immobile e decide di affidarsi alla competenza di persone esperte per trovare un acquirente e muoversi nel labirinto normativo che rende complicate le trattative di compravendita. Cosi è. In poco tempo c'è una persona interessata all'acquisto. Il compromesso viene firmato dopo pochi giorni, all'interno dell'agenzia e alla presenza del titolare.BR Ma solo successivamente Vitale riceve dalla donna un assegno, a titolo di provvigione, di 2mila euro. L'assegno è compilato in ogni sua parte, tranne che per lo spazio del beneficiario, che viene lasciato in bianco. Fin qui niente di strano. Se non fosse che, a un certo punto, qualche settimana dopo, la donna riceve una telefonata dall'agenzia: viene sollecitato il pagamento della cifra pattuita. Lei spiega di avere già consegnato i soldi all'agente, tramite assegno. Ma il titolare non ha mai ricevuto nulla. Partono le verifiche e scatta la denuncia nei confronti di Vitale. Che finisce nei guai per appena 2mila euro. Il giudice dispone il giudizio nei suoi confronti e il giovane viene processato e condannato a due mesi di reclusione e 400 euro di multa. Dovrà anche pagare 4mila euro, a titolo di risarcimento dei danni nei confronti dell'agenzia, oltre alle spese processuali, che sono state stabilite dal giudice in 2mila euro.BR