Bollette mai pagate, condomini nella bufera

BR b VOGHERA./bb Pagare puntualmente le spese condominiali per luce, gas, acqua e riscaldamento? E' una buona cosa, ma spesso non basta per evitare che l'Asm o gli altri fornitori di servizi ti taglino l'utenza. Se ne sono accorti gli inquilini e i piccoli proprietari di appartamenti ubicati in un'ottantina di palazzi vogheresi. Uno solo il punto di contatto tra loro: erano gestiti dallo stesso amministratore di condomini vogherese. Sono fioccate le denunce per appropriazione indebita a carico dell'uomo, depositate presso gli uffici di polizia e carabinieri: ma nel frattempo molti si sono trovati con rubinetti a secco e fili della luce tagliati, al freddo in inverno e senza acqua calda d'estate. Per riconquistare la normalità molte assemblee condominiali hanno dovuto cambiare amministratore e pagare nuovamente il dovuto all'Asm e agli altri fornitori.BR /b L'Asm conferma: in città sono numerose le utenze sospese per «mancati pagamenti» da parte di vogheresi che in realtà erano convinti di avere versato tutto il dovuto ed erano quindi tranquillissimi. Gli edifici sono sparsi un po' ovunque, ma la maggior parte sono in via Amendola, via Dentici, Largo Perosi, via Generale Dalla Chiesa, corso 27 Marzo, via Matteotti. Un esempio su tutti: al condominio Genova di via Amendola, un grosso edificio con 135 appartamenti di fronte alla «Minerva oli», qualche tempo fa si sono trovati senza acqua calda d'estate. Eppure tutti gli inquilini e i piccoli proprietari avevano pagato il dovuto nei tempi previsti. Alcuni degli edifici gestiti da questo amministratore condominiale sono molto grandi, altri sono piccolissimi: in tutto il numero degli appartamenti amministrati «ai tempi d'oro» dall'uomo dovrebbe sfiorare il migliaio di unità. Oggi, però, sono diventati molti meno: da quando ha iniziato a trapelare la cosa, c'è stato il fuggi-fuggi e la corsa per rivolgersi ad altri amministratori condominiali. Anche in questo caso il comune denominatore tra loro è rimasto lo stesso: chi ha pagato se voleva ottenere il servizio ha dovuto ripagare, con una piccolissima speranza di rientrare in possesso solo di una parte del denaro sborsato in più. «La vicenda è iniziata un paio di anni fa, un po' in sordina - racconta uno dei piccoli proprietari truffati - All'inizio nessuno si è accorto di nulla, anche perchè i solleciti di pagamento non arrivavanon a noi ma all'amministratore: che si guardava bene dal raccontarci cosa stava avvenendo». E cioè? «Noi pagavamo le spese condominiali per la pulizia delle scale, la luce in comune, il riscaldamento centralizzato, l'acqua, l'assicurazione e tutto il resto, ma lui non le versava ai fornitori. La prima a sparire è stata l'impresa di pulizie; poi ci siamo trovati senza acqua e senza riscaldamento. E' stata proprio quest'ultima voce a fare alzare il livello del danno. E' chiaro che la luce delle scale costa poco, mentre il gasolio o il metano per far funzionare la centrale termica di un palazzo costano migliaia di euro». Lei quanto ha perso? «Me la sono cavata con una decina di migliaia di euro, ma so che qualcuno è stato colpito molto più duramente. Per fortuna a finire in questo calderone sono state solo le spese condominiali: la luce e il gas per cucinare, familiari, ce le gestivamo direttamente e quindi non ci hanno tagliato anche questa fornitura». Cosa avete dovuto fare? «L'unica cosa possibile: convocare autonomamente un'assemblea condominiale, revocare la fiducia al vecchio amministratore, nominarne uno nuovo e incaricarlo di rimettere a posto la situazione. Quando il nuovo amministratore è andato dall'Asm e dagli altri fornitori di servizi, però, si è visto presentare un conto lunghissimo non pagato: altrimenti, niente servizio. Abbiamo dovuto mettere nuovamente mano al portafoglio e versare un'altra volta i nostri anticipi. In seguito molti di noi non hanno potuto fare altro che denunciare la cosa a polizia e carabinieri, sperando di rientrare in possesso di almeno una parte del denaro perso». Ma che opinione vi siete fatti del vostro ex amministratore? Perchè non pagava il dovuto? «Non è venuto certo a raccontarlo a noi. In città si fanno mille illazioni: una delle più avvalorate è che aveva bisogno di soldi perchè aveva dei debiti di gioco. Ma sono solo voci, supposizioni. E' invece appurato il sistema che usava». E cioè? «L'amministratore trascurava colpevolmente di versare le spese di uno o più palazzi tra quelli che gestiva. Quando i solleciti diventavano pressanti e gli interessi di mora pure, lui pagava i nostri debiti. Però non usava i soldi che gli avevamo dato noi, ormai svaniti nel nulla da parecchio tempo, ma quelli che gli avevano versato altri palazzi, più recentemente. Una catena che si aggrovigliava su sè stessa, finchè lui non è più riuscito a onorare gli impegni, il giocattolo si è rotto e noi siamo stati costretti a pagare di nuovo». Adesso fonti bene informate, ma ufficiose, dicono che l'amministratore denunciato non è stato il solo a cadere in certi errori: a Voghera ci sarebbero un altro paio di colleghi a fare le stesse cose.BR (ha coll. Emanuele Bottiroli)

Paolo Fizzarotti