Beppe Pasciutti, dai gioielli alla creatività d'avanguardia
b SARTIRANA./bb «Sono uno scultore e un disegnatore di gioielli ma soprattutto un uomo libero». Beppe Pasciutti è un artista a tutto tondo che vive la contemporaneità in modo dinamico e gioioso. La mostra 'Transitando", che sarà inaugurata venerdi a Breme, è l'ultima tappa di un percorso ricco di sperimentazioni artistiche e di sguardi attenti e curiosi verso la realtà che lo circonda.BR /b Ne è un esempio 'Aetherios", l'opera composta da trenta tele che è stata esposta l'anno scorso a Varese in occasione della manifestazione 'Genova 2001: ricordi? Noi si". In essa l'artista ha rievocato Carlo Giuliani, il giovane ucciso nel 2001 durante le manifestazioni contro il G8. «Quell'iniziativa ha voluto essere un tramite fra chi l'arte la fa e chi ne usufruisce - spiega Pasciutti -. Ogni tela, della misura di 50 per 70 centimetri, riporta frasi contenute nel libro 'Fragili resistenti", che contiene i messaggi lasciati a piazza Alimonda dopo l'uccisione di Carlo».BR Nato a Sartirana nel 1951, a 17 anni Pasciutti si diploma incisore all'istituto professionale orafo 'Benvenuto Cellini" di Valenza, dove frequenta anche il corso di perfezionamento. Nell'ottobre del 1969 è assunto come disegnatore di gioielli da un'azienda orafa di Valenza e, contemporaneamente, perfeziona la conoscenza della scultura in cera per microfusione. Verso la fine degli anni Settanta anche la pittura diventa parte integrante della sua vita: nel 1979 nelle sale del castello di Lomello realizza la prima personale dal titolo 'Bassorilievi in bronzo". Si susseguono personali di arte orafa e di pittura, e partecipazioni a collettive sia all'estero sia in Italia. Tra le altre cose, nel 1998 è invitato negli Stati Uniti (New York e Greenwich) per disegnare confezioni di gioielli per un'importante casa orafa americana. Nell'aprile scorso è invitato dalla direzione dei Musei Civici di Pavia, collocati nel Castello Visconteo, a tenere una lezione sull'arte orafa longobarda rivolta ai giovani delle scuole medie di Pavia e di Grotta Minarda (Benevento). Stretto il suo legame con Sartirana e la Lomellina. Nel 2005, con Antonella Andreoli e Beatrice Garimberti, realizza la variopinta tela installata sul palco del Giardinetto estivo di Sartirana. «Abbiamo voluto donare la nostra creatività alle persone che usufruiranno di questa struttura per divertirsi e godere dell'insostituibile voglia di bellezza - commenta -. E' stato un giocoso lavoro collettivo, di 8.80 metri per due: la scritta 'No time no place", parte integrante del dipinto, è un messaggio universale che tenta di superare tutti gli assurdi ostacoli, piccoli e grandi, che impediscono alle persone di vivere liberamente e dignitosamente la loro vita».BR bUmberto De Agostino /b