Il giudice ordina il reintegro di Saccà e la Rai ricorre
b ROMA. /bSul caso Saccà la Rai ha preferito «scegliere di non scegliere», in una sorta di «messianica attesa» dell'esito del procedimento penale a carico del dirigente. E invece i comportamenti di Saccà potevano e dovevano essere valutati dall'azienda in sede disciplinare. E' quanto sottolinea il giudice del lavoro, Giuseppina Vetritto, nell'ordinanza con la quale ha ordinato la riammissione di Saccà alla guida di Rai Fiction. Sospendendo il procedimento disciplinare a carico di Saccà - si legge nell'ordinanza, depositata ieri - sembra che la Rai abbia «preferito scegliere di non sceGLIERE, decidendo di percorrere la via di non prendere alcuna decisione, nè di adozione di un provvedimento sanzionatorio nè di archiviazione del procedimento disciplinare», in questo modo «giungendo a liberarsi del proprio ormai scomodo dirigente semplicemente restando in attesa di non meglio precisate risultanze da acquisirsi in sede penale», sicuramente non brevi», continua il giudice.BR Per il giudice, la fase di accertamento dei fatti da parte della Rai era da considerarsi conclusa il 30 aprile, quando invece l'azienda ha deciso di sospendere il procedimento disciplinare in attesa di nuovi elementi. Tale sospensione è da ritenersi illegittima, come pure la stessa sospensione cautelare del dirigente, «ormai inefficace». Ma la Rai ha deciso che ricorrerà contro l'ordinanza del giudice del lavoro che dispone il reintegro di Agostino Saccà nel ruolo e nelle funzioni, oltre che nello stipendio, di direttore di Rai Fiction.BR