La Thyssen versa 13 milioni
BR bROMA./bb Quasi 13 milioni di euro per i sette operai morti nell'incendio alla fabbrica torinese della ThyssenKrup. E' l'accordo raggiunto ieri tra i legali dell'azienda svizzera e le famiglie degli operai rimasti uccisi la notte del 5 dicembre 2006.BR /b I parenti delle vittime rinunceranno a presentarsi parte civile nell'udienza preliminare che comincerà questa mattina nell'aula 42 del palazzo di Giustizia torinese. Per la precisione il risarcimento concordato per le famiglie di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, in tutto una trentina di persone, è di 12 milioni 970 mila euro. «Si tratta di una somma di gran lunga superiore alle tabelle standard dei tribunali italiani», ha spiegato Renato Ambrosio, l'avvocato che ha coordinato i professionisti degli 11 studi legali che hanno tutelato gli interessi delle famiglie. I dettagli circa la ripartizione della cifra, non sono stati però chiariti. Due familiari di Rosario Rodinò, non avrebbero ricevuto alcuna proposta da parte dell'azienda e quindi stamattina all'inizio dell'udienza preliminare chiederanno di costituirsi parte civile. Il raggiungimento dell'accordo non è stato condiviso dalla Fiom, che pur rispettando la decisione delle famiglie avrebbe preferito che partecipassero al processo, ma è stato invece approvato dal procuratore Raffaele Guariniello, che ha condotto l'inchiesta sulla strage.BR La notizia del risarcimento riconosciuto alle famiglie della Thyssen arriva quasi contemporaneamente con quella di segno diametralmente opposto, della causa intentato dalla Umbra Olii nei confronti delle famiglie degli operai uccisi da un'esplosione mentre stavano lavorando all'istallazione di una pensilina all'interno dello stabilimento di Campello sul Clitunno. Per l'azienda la responsabilità dell'incidente sarebbe dei quattro operai e per questo ha chiesto alla famiglie 35 milioni di euro come risarcimento.BR Quello della Thyssen è un accordo al quale le due parti, i legali dell'azienda e della famiglie, stavano lavorando da tempo. Il risultato è stato ottenuto nell'ambito di una procedura in cui i legali delle famiglie delle vittime avevano formulato, nei confronti della multinazionale, richieste mai avanzate in Italia, come il riconoscimento del danno punitivo o di quello «esemplare». «Non è un questione di soldi - aveva ancora spiegato Ambrosio ieri mattina nella sede della direzione provinciale del lavoro - ma di diritti, di rispetto della dignità delle persone. Ed è la prima volta che, nel nostro paese, si sta facendo passare un discorso di questo tipo». Le somme verranno erogate alle singole famiglie sulla base di parametri precisi (la durata dell'agonia del lavoratore, il numero dei figli, persone che per la sofferenza hanno dovuto ricorrere a cure specialistiche) individuati dal team degli avvocati con una serie di interviste.BR «E' un fatto comunque positivo», ha commentato il procuratore Guariniello, che aveva consigliato i familiari di accettare per il futuro dei figli. «Noi - ha proseguito Guariniello, che con i pm Laura Longo e Francesca Traverso oggi rappresenterà l'accusa - prenderemo atto della loro scelta, il nostro è un processo penale, il risarcimento è una questione rilevante ma il cardine del processo penale è verificare le responsabilità».BR
Carlo Rosso