Il «sogno italiano» di Hassan e Fatiha
ROBBIO. Lui e lei: laureato in giurisprudenza e stilista di moda, in Marocco. Piastrellista e collaboratrice domestica in Italia. Pur possedendo requisiti personali, titoli di studio e certificazioni professionali specifiche Hassan Khailoul, 40 anni e Fatiha Kanouni, 34 anni, entrambi di Casablanca, fino al 1997 solo vicini di casa, dopo quell'anno marito e moglie, di fronte ad una possibile, seppur incerta, prospettiva di vita piccolo borghese, nella loro terra, hanno preferito giocare la carta dell'Europa. Lo hanno fatto con umiltà, consapevoli di quello che lasciavano, sapendo che sarebbero ripartiti da zero, ma anche con molta determinazione, chiarezza di obbiettivi e una eccezionale disponibilità al lavoro e al sacrificio personale. Vivono a Robbio, dove ci ricevono sui lunghi divani di un appartamento di proprietà, acquistato con un mutuo, ma quasi, ormai, completamente riscattato.
Hassan e Fatiha che hanno avviato le pratiche per diventare cittadini italiani hanno al loro fianco le piccole Hajar, 10 anni Sara, 6 anni, che italiane lo sono già. Il «sogno italiano», iniziato 10 anni fa, vede oggi in Hassan Khailoul un piastrelllista, perfettamente formato; Fatiha invece collabora con le signore robbiesi che desiderano un aiuto nelle incombenze domestiche. La famiglia Khailoul oggi possiede un'automobile, affitta un garage, dispone di una casa con ogni comfort. E da qualche tempo annualmente si riesce a tornare in Marocco in vacanza. «Ho fatto sacrifici enormi e sono disposto a farne ancora, perchè credo nel lavoro come strumento di affermazione personale e riconoscimento sociale - afferma Hassan - e nel mio lavoro, che è poi quello di fornire prestazioni specialistiche in campo edilizio, vedo ancora qui in Italia, grandi spazi di inserimento». «Penso di aver maturato esperienza ed acquisito competenze tali - continua - da poter fondare e guidare in un prossimo futuro una piccola azienda artigianale con 4-5 dipendenti collaboratori in grado di fornire qualsiasi tipo di servizio specialistico in campo edile». Intanto ogni mattina la sveglia è alle 5 per raggiungere il posto di lavoro. Fathia sempre sorridente, dolce, discreta, pende dalle labbra del suo uomo. «A me piacerebbe sviluppare- sottolinea con un filo di voce- un'attività di collaborazione nel campo della moda, mettendo a frutto i miei studio e la mia passione per tutto ciò' che riguarda l'abbigliamento femminile. Qualche contatto lo sto già avendo». «A Robbio siamo venuti perché abbiamo trovato un appartamento adeguato alle nostre esigenze ma anche alle nostre possibilità economiche - sottolinea la donna - devo dire che mi trovo benissimo ed ho incontrato gente splendida, ma il mio desiderio, che a questo punto, penso possa avverarsi, è di tornare a vivere a Varedo, proprio, appena sopra Milano. Magari in una villetta con uno spazio per la mia attività di designer e con un giardino dove poter invitare le amiche italiane e marocchine». A Varedo, poi, Hajar e Sara, ritroverebbero i coniugi Colombo, i primi vicini di casa dei Khailoul, che loro chiamano 'nonno" e 'nonna", tanto profondo è il legame affettivo sviluppatosi. Intanto ascoltano. E confidano: «Vogliamo studiare per diventare le dottoresse che curano i bambini». (s.ba.)