Trasporti, raffica di scioperi
ROMA.Primo sabato di luglio a rischio, proprio all'inizio delle partenze estive, per chi vola AirOne: i piloti si fermeranno infatti per quattro ore, dalle 10 alle 14. Ma i disagi non si fermeranno qui: due giorni dopo, tra lunedi 6 luglio e martedi 7, è previsto infatti uno stop di 24 ore dei lavoratori delle Ferrovie e del trasporto pubblico locale. Gli addetti alle Ferrovie si fermeranno dalle 21 del 6 alla stessa ora del 7 luglio; i lavoratori del trasporto pubblico locale per tutta la giornata del 7. Saranno comunque garantiti i servizi minimi.
Se non bastasse di mezzo c'è anche da tener conto del rischio «cornetta muta»: «Il prossimo 4 luglio - informava proprio venerdi Telecom - a seguito dello sciopero nazionale per l'intero turno di lavoro proclamato dalle organizzazioni sindacali di categoria, potrebbero verificarsi alcuni disagi per la clientela».
Lo sciopero che riguarda Airone è stato spiegato dall'Anpac con un atteggiamento «evasivo e dilatorio da parte del management aziendale in merito alle gravi problematiche contrattuali dei piloti di AirOne ed AirOne CityLiner». Per questi ultimi, in particolare, evidenzia l'associazione dei piloti, nonostante l'impegno preso dalla Compagnia, «non è stato ancora possibile predisporre un contratto collettivo aziendale e le condizioni di lavoro e retributive sono pessime».
Per il 6 e 7 luglio il fermo riguarderà il trasporto ferroviario e quello pubblico locale, per una protesta proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt,Ugl, Orsa, Faisa, Fast. Lo sciopero Telecom infine è stato proclamato dai sindacati di settore per protestare contro «le notevoli diseconomie e gli sprechi che caratterizzano numerose aree dell'azienda e ha invitato Telecom, in alternativa ad ogni possibile intervento sull'occupazione, ad affrontare nel merito possibili interventi di risparmio. A partire da un confronto specifico su possibili internalizzazioni, sul sistema degli appalti (sia customer che in ambito rete), sulle potenzialità delle aree informatiche interne».