«Perso il 20% del raccolto
SANTA MARIA. Pioggia e arsura: il settore vitivinicolo è in ansia. La primavera non si è vista e in campagna ora si suda per salvare l'annata. La vendemmia, è quasi certo, partirà con un mese di ritardo sul previsto: la prima settimana di settembre il Pinot, base d'elezione dello spumante, che richiede un uvaggio più acerbo, e si continua, dopo la metà del mese, con croatina e barbera che richiedono un maggior tempo di maturazione sulla vigna.
Ma tra gli agricoltori della zona serpeggia il malumore e la preoccupazione per i danni economici: il maltempo dell'ultimo periodo ha causato cospicui problemi a vigneti e coltivazioni.
«Le piogge non ci hanno di certo aiutato. Abbiamo perso dal 10 al 20 per cento di uva che per buona parte, essendo ancora in fiore, è letteralmente colata per la pioggia e il freddo: il maltempo è stato troppo prolungato.
L'umidità ha poi fatto il resto - sbotta Matteo Bernini, agricoltore dell'Alta Valle Versa - il marciume dell'uva si vedrà poco prima della maturazione, a partire da Ferragosto. Solo se resisterà il bel tempo riusciremo a fare un buon raccolto, ma se tornerà il freddo tutti i sacrifici di un anno andranno in fumo». E aggiunge: «Il pericolo principale ora sono i funghi, quali Peronospora e Oidio, che insidiano le coltivazioni. I trattamenti antiparassitari, a causa della pioggia, sono rimasti bloccati per un periodo troppo prolungato. Chi li aveva già effettuati è costetto a ripeterli, con conseguente doppio lavoro. Nei vigneti l'erba è creciuta a dismisura e, ora che è scopppiato il caldo torrido, i tralci, a contatto con la vegetazione umida, hanno consentito il proliferare della malattia».
La peronospora è un fungo che, a causa dell'umidità elevata, attacca la foglia formando muffe e buchi. La pioggia, ostacolando i trattamenti, ha facilitato l'avanzata della malattia. L'Oidio, al contrario, è un fungo che agisce quando le temperature sono elevate e il clima è secco: colpisce soprattutto le uve bianche e si tratta con lo zolfo. Spuntano vecchi rimedi: «Un segreto adottato da tanti agricoltori sta nel piantare delle rose all'inizio del filare: i funghi, in genere, le attaccano per prime e ci consentono di correre ai ripari in tempo». Ma quando è il momento buono per raccogliere? Gli agricoltori non hanno dubbi: «Quando inizia l'invaiatura (il passaggio del grappolo da verde a colorato) si prelevano dei campioni di uva per studiarne l'acidità e decidere quando vendemmiare. L'uva bianca deve avere una acidità più elevata di quella rossa». Insomma, gli agricoltori fanno davvero i conti con un'annata speciale, negativamente, ma che potrebbe migliorare.
Francesca Fiocchi