Ex Saeco, il consiglio comunale interviene: «Scelte condivise»
VERRETTO.Il Comune ha assunto una posizione precisa riguardo alla questione dell'ex discarica Saeco, di cui è proprietario assieme a Verretto e Castelletto di Branduzzo. Lo ha fatto con una delibera votata all'unanimità in consiglio comunale, dove specifica quali dovranno essere le destinazioni future dell'area in oggetto: «Resta valida come unica proposta percorribile quella che avalli e favorisca scelte che garantiscano solo un impatto sociale ed ambientale destinato al rilancio di un territorio degradato, senza penalizzare ulteriormente il livello qualitativo di vita dei residenti. Le soluzioni esistono, devono solamente essere condivise e favorite - hanno stabilito gli amministratori comunali di Verretto assieme al loro sindaco Carlo Rovati -. Da più tempo è stata auspicata la destinazione dell'area alla produzione di energia pulita e rinnovabile quale quella proveniente dal sole, combinata con l'utilizzo del solo biogas attualmente fornito dall'impianto. Tale abbinamento potrebbe garantire l'avvio propedeutico di un progetto di messa in sicurezza e successivamente di recupero». Del medesimo argomento si era discusso anche nei consigli comunali di Casatisma e Castelletto di Branduzzo, con l'adozione di una delibera unitaria che definisce le linee guida adottate dai tre paesi. «La notizia secondo la quale l'area dell'ex discarica Rsu di Casatisma sarebbe stata ceduta all'ennesima asta pubblica indetta dal tribunale fallimentare di Voghera, nel mese di febbraio 2008, ha colto totalmente impreparate le amministrazioni comunali di Casatisma, Castelletto di Branduzzo e Verretto - è cosi riportato nella delibera comunale - Si tratta di un sito che rappresenta un grave ed irrisolto pericolo igienico e sanitario per tutti gli abitanti dei Comuni della zona. Mai più rifiuti all'area ex Saeco: l'epoca in cui l'Oltrepo poteva apparire terra di conquista per interessi di natura politico-economica, apparentemente ammantati di un'aurea di limpidezza, deve finire per restituire alla nostra terra la dignità che la storia ci ha tramandato».