Rosetti, l'arbitro consolatore
Chiunque riesca a trasformare la propria passione in lavoro può considerarsi molto fortunato. Poiché Roberto Rosetti, arbitro della finale di Uefa Euro 2008 di domani a Vienna, è un appassionato di calcio, è fortunatissimo.
Lavoro di squadra.Il dirigente ospedaliero di Torino, 40 anni, ha dedicato la sua designazione a tutti gli arbitri italiani e ha sottolineato il grande lavoro di squadra. Sarà affiancato da Alessandro Griselli e Paolo Calcagno.
Motivazioni evidenti.Nonostante l'adrenalina, la preparazione all'incontro segue la consueta routine. «Non ho bisogno di altre motivazioni, perché sono evidenti - spiega Rosetti - E' più importante raccogliere tutte le energie e mantenere la giusta intensità. Devo dire che il calcio italiano è sempre ricco di situazioni importanti e ti permette di avere una certa abitudine a partite in cui la posta in gioco è alta».
Preparazione mentale.La lucidità, la forma fisica e l'acume tattico sono elementi fondamentali per un arbitro. «La preparazione mentale è essenziale - commenta Rosetti - Naturalmente un arbitro deve essere ben preparato fisicamente e tecnicamente, deve conoscere il calcio in generale, le tattiche e le caratteristiche dei giocatori, ma soprattutto deve avere una grande motivazione interiore, che influenza le sue decisioni. Ci vuole anche coraggio, per prendere decisioni difficili in situazioni difficili».
Arbitro consolatore.Un uomo di calcio come Rosetti ha una conoscenza approfondita delle situazioni che si avvicendano in un incontro. L'aspetto emotivo è stato messo in risalto alla fine di Croazia-Turchia. Le immagini dell'arbitro che consolava Mladen Petric dopo l'errore dal dischetto hanno fatto il giro del mondo.
Reazione spontanea.«E' stato un gesto assolutamente spontaneo - spiega Rosetti -. Non è il giocatore a essere importante, ma l'essere umano che c'è dietro il giocatore, e lo stesso vale per l'arbitro. E' stato un momento molto triste e per Petric è stato un dramma. In quel momento ci trovavamo vicini e ho avuto una reazione spontanea. Penso proprio che lo rifarei».
Inno per gli arbitri.Rosetti ha anche una nuova proposta che riguarda gli inni nazionali. «In futuro vorrei che venisse suonato anche l'inno nazionale degli arbitri. Naturalmente fa piacere ascoltare quello delle due formazioni, ma ricordiamo che in campo c'è una terza squadra, quella dei direttori di gara».