Usura, sotto accusa un commercialista

PAVIA. Una ditta denuncia il proprio commercialista per usura. Il professionista, di Pavia, viene indagato: avrebbe, secondo l'accusa, prestato diverse migliaia di euro a tassi di interesse fuori legge. La denuncia sembra fondata, al punto che il pubblico ministero dà parere favorevole perché ai titolari dell'impresa, sulla base della legge che favorisce le vittime dei reati di usura ed estorsione, venga data la possibilità, come risarcimento dei danni, di contrarre un mutuo di 2 milioni di euro, per appianare i debiti. Arriva anche il parere positivo della prefettura di Pavia: ai titolari viene corrisposto un anticipo di 190mila euro. Fin qui tutto bene. Ma la Procura di Pavia chiede l'archiviazione del caso. E i 190mila euro rischiano di dover essere restituti.
La vicenda ha inizio quando la ditta va incontro ad alcune traversie economiche. L'aumento delle spese spinge i titolari a bussare con sempre maggiore insistenza alle porte delle banche. Che, a un certo punto, chiudono i rubinetti. Soluzioni, per andare avanti, non ce ne sono. Per l'accusa, è proprio il commercialista dell'impresa a offrire una mano. Lo avrebbe fatto (il condizionale è d'obbligo) disponendo, attraverso contanti e assegni anche di terze persone, diverse migliaia di euro. La ditta, dal canto suo, garantirebbe la restituzione attraverso assegni postdatati. Gli imprenditori cominciano a pagare, ma quando si accorgono che le somme che stanno versando coprono solo gli interessi (compresi tra il 20% e il 30% mensili, quindi oltre i limiti di legge) decidono di denunciare il commercialista. Questa, molto in sistesi, è la versione dell'accusa, sostenuta dagli avvocati Maurizio Sorisi, del foro di Voghera, Sara Palomba di Pavia e il professor Luigi Fornari. Gli avvocati raccolgono tutta la documentazione possibile, fotocopiando titoli e spulciando conti. Documentazione che attesterebbe come gli assegni versati dagli imprenditori arrivassero su conti di società più o meno direttamente collegate al commercialista. Mentre la battaglia legale infuria, i titolari della ditta provano ad ottenere i benefici del Fondo di solidarietà per le vittime di usura. I presupposti ci sono tutti. Lo dice lo stesso pubblico ministero, a luglio del 2007, ritenendo «fondati gli episodi delittuosi denunciati». Nell'autunno dello stesso anno si esprime anche il Comitato di Solidarietà della prefettura di Pavia. Sulla base di quanto deciso dal Nucleo di Valutazione (che calcola in 950mila euro circa le somme pagate a titolo di interessi dalle presunte vittime) possono essere anticipati 190mila euro: il 20%, per legge, di quanto versato. Un anticipo che ora è a rischio: la Procura, infatti, ha chiesto l'archiviazione per il commercialista. «All'efficienza del potere esecutivo non è corrisposta un'analoga efficienza del potere giudiziario, che si sta muovendo molto lentamente - commenta l'avvocato Sorisi -. Viene chiesta l'archiviazione nonostante gli elementi di prova disarmanti». Se la richiesta della Procura sarà accolta (l'udienza è per settembre) quel risarcimento dovrà essere restituito.