Petrolio a 140 dollari, tracollo a Wall Street
NEW YORK. LA borsa statunitense ha ceduto ieri di fronte al nuovo record del petrolio che ha sfondato i 140 dollari al barile (140,05) e alle cattive notizie che giungevano dalle fabbriche di automobili di Detroit. Il Dow Jones ha perso il 2,05% (il 13% da inizio anno) mentre il Nasdaq è sceso fino al 2,61%. A franare sono stati ancora una volta i finanziari oltre agli automobilistici (con General Motors in flessione massima del 12%) ma anche il colosso delle calzature Nike.
Nei primi tre mesi gli utili societari sono inoltre scesi mediamente del 18,0% contro una previsione di alcuni analisti assai meno pessimistica, all'incirca -9,0%. Fra i finanziari, Citigroup lascia sul terreno il 6,1% dopo che gli analisti di Goldman hanno sentenziato che il titolo è da includere nella'lista nera' di quelli da vendere senza esitazione alcuna. General Motors scende a 11,39 dollari, il ribasso più sostanzioso dal marzo del 2005. Gli automobilistici sono sotto pressione per via della contrazione dei consumi che pesa sopratutto sulle vendite di auto. Oltre a questo da parte di diversi analisti si esprimono dubbi sulle prospettive di liquidità della casa di Detroit.
Quanto a Nike, il calo è dell' 8,9% a 60 dollari, il maggiore ribasso addirittura dal terribile settembre del 2001, quando ci fu l' attentato alle torri gemelle. Analogo andamento hanno registrato le Piazze finanziarie europee hanno bruciato circa 180 miliardi di euro, tornando a registrare perdite oltre i due punti percentuali. societari. La forte flessione degli indici del Vecchio Continente ha ancorato al ribasso il Dj Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli dei mercati europei. Dopo i guadagni registrati ieri, ha infatti chiuso in negativo del 2,57%. Resta difficile la situazione anche Oltreoceano con il Dow Jones che perde il 2,05% e il Nasdaq (-2,61%) che nel corso della seduta è sceso sotto i tre punti percentuali. Un tale andamento non ha lasciato indifferenti le Piazze europee che, già deboli ieri mattina, hanno accelerato le perdite dopo il giro di boa. Secondo gli analisti la crisi che sta colpendo le piazze finanziarie mondiali è legata al settore bancario. E proprio questo comparto è quello che ha registrato perdite maggiori, ottenendo la maglia nera tra i comparti europei sull'indice Dj Stoxx di settore (-4,44%). L'andamento negativo è stato trainato anche dal crollo di Fortis (-19,37%) dopo aver annunciato il mancato pagamento del dividendo e il ricorso al mercato dei capitali. Ma il settore ha accusato pesanti rallentamenti anche sulla scia dei titoli finanziari americani con Citigroup in calo di oltre 6 punti percentuali dopo che gli analisti di Goldman Sachs hanno deciso di includere il titolo nella lista nera di quelli da vendere. Secondo Goldman Sachs, Citigroup dovrebbe svalutare per altri 8,9 miliardi di dollari nel secondo trimestre e tagliare il dividendo. Nel Vecchio Continente perdono anche Dexia(-10,14%), Barclays (-5,77%), Ubs (-4,07%), che era stata precedentemente colpita dalle perdite del crollo dei subprime e Royal Bank of Scotland (-4,81%).