Ingorgo alle Camere, in aula fino ad agosto


ROMA.Decreti, decreti, solo decreti. Nei primi due mesi di legislatura, il Parlamento italiano non ha approvato altre leggi se non quelle che convertono decreti emanati dal governo. Nessuna proposta di iniziativa parlamentare ha finora avuto il via libera dalle Camere: eppure, solo a Montecitorio ne sono state presentate circa 1.400.
La situazione non cambierà, almeno fino alla pausa estiva dei lavori parlamentari: per rendersene conto, basta guardare il calendario delle due Assemblee che ben riproduce quel 'rischio ingorgo" indicato dal capo dello Stato nella sua lettera ai presidenti delle Camere e al premier. Una cosa pare certa: si lavorerà per tutto luglio, con la prospettiva concreta per deputati e senatori di passare in Aula la prima settimana di agosto.
Fino ad oggi cinque decreti.Dall'inizio della legislatura Camera e Senato hanno dato il via libera solo a cinque decreti legge. Sono quello sul divieto di portare telefonini con fotocamere nei seggi elettorali, quello in ottemperanza alle sentenze della Corte di Giustizia Ue, quello sulle disposizioni urgenti per il trasporto ferroviario regionale, quello sulla protezione civile e quello sul prestito ponte ad Alitalia. Tutti sono stati emanati dal governo Prodi, ma l'esecutivo Berlusconi è intervenuto su quasi tutti i testi con aggiunte e modifiche. Una situazione che, in verità, è analoga a quella della passata legislatura. Anche nei primi due mesi della XV, infatti, entrambe le leggi approvate dal Parlamento erano conversioni di decreti legge.
Il rischio ingorgo.Prima della pausa estiva il Parlamento dovrà esaminare e licenziare (fino ad ora) sette decreti legge: quello sull'emergenza rifiuti (già passato alla Camera), quello fiscale, quello sulla manovra economica, quello sulla sicurezza (che contiene la norma blocca-processi), quello sul monitoraggio della spesa pubblica, quello sulla magistratura ordinaria e quello sulla struttura di governo. Tutti provvedimenti su cui i tempi possono essere lunghi, soprattutto alla Camera, dove il regolamento favorisce l'opposizione che ne trae il destro per praticare l'ostruzionismo. La situazione si presenta meno complessa per i disegni di legge veloci: sono sempre di iniziativa governativa, ma hanno anche alla Camera tempi contingentati. Si tratta della manovra economica, del testo sulle intercettazioni, del provvedimento sulla sicurezza, del 'Lodo bis" (messo in calendario per fine luglio da Montecitorio, ma non ancora approvato dal Consiglio dei ministri), della ratifica del Trattato di Lisbona. Infine, c'è il Dpef, che non è un vero e proprio ddl ma comunque il Parlamento lo deve esaminare perchè è chiamato a votare una risoluzione ad hoc.
Parlamento aperto ad agosto?I capigruppo di Montecitorio hanno stabilito il calendario di luglio, al Senato l'agenda completa del prossimo mese non è ancora definita. Ma, davanti a un programma cosi intenso, pare abbastanza chiaro che le Camere possano finire con il lavorare anche nella prima settimana di agosto e andare in ferie non prima del 6-7.

Francesco Bongarrà