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NAIROBI.Anche l'Africa, dopo l'Occidente, sta facendo il vuoto intorno a Robert Mugabe, 'padre padrone" dello Zimbabwe da 28 anni. Un vertice straordinario ristretto svoltosi in Swaziland ha chiesto il rinvio del voto «la cui legittimità e credibilità - dicono - non è garantita dalle attuali circostanze».
Ma nulla ferma la farsa elettorale di domani, quando si terrà il ballottaggio presidenziale con Mugabe candidato unico.
Ieri il leader dell'opposizione Morgan Tsvangirai ha lasciato per un paio d'ore l'ambasciata olandese di Harare (vi è poi tornato) dove si era rifugiato domenica dopo aver annunciato il ritiro del ballottaggio a causa delle tremende violenze contro i suoi sostenitori.
Incontrando i giornalisti Tsvangirai ha avanzato una serie di proposte, tre le principali: peacekeeping in Zimbabwe per garantire la pace; intervento politico di Unione Africana (che terrà un vertice a fine settimana in Egitto), paesi regionali e Onu che impongano un dialogo utile teso alla ricerca di un'intesa per un governo di unità nazionale; liberazione immediata dei prigionieri politici che calcola in circa 2.000.
Intanto il governo di Washington fa sapere che comunque non riconoscerà il risultato del ballottaggio, mentre Londra - ex potenza coloniale - prepara, cosi come l'Australia, l'accentuazione delle sanzioni contro personalità ufficiali dello Zimbabwe, e definisce «rivoltanti» gli abusi contro i diritti umani di Mugabe.
Al quale Mugabe tra l'altro ha revocato il titolo di cavaliere onorario che gli aveva consegnato nel 1994, annullato dalla regina Elisabetta su raccomandazione del ministro degli Esteri David Miliband.
Insonna, anche il continente africano dopo quello europeo sta cercando di tagliare fuori Mugabe.