Veltroni si smarca dall'alleato Di Pietro

ROMA. L'attacco di Berlusconi contro magistratura e Pd non riesce a ricompattare l'opposizione: il partito di Walter Veltroni e l'Idv di Antonio Di Pietro mantengono intatte le loro differenze. L'ex pm accentua il profilo «girotondino», annunciando l'immediato ritorno in piazza contro il «lodo Schifani», mentre Veltroni ribadisce di voler «tenere la barra» del Pd sulla rotta di un'opposizione riformista.
Veltroni ha dovuto assistere di persona all'inusuale attacco, anche nei suoi confronti, del presidente del Consiglio alla Assemblea di Confesercenti. Dopo l'iniziale imbarazzo, Veltroni ha criticato la «mancanza di rispetto» di Berlusconi verso la platea, l'opposizione e la magistratura, aggiungendo: «Con questi toni il dialogo è molto difficile».
Di Pietro, ormai deciso a giocare fino in fondo la carta della differenziazione dal Pd, si è lanciato in un duro attacco verso Berlusconi, personalizzandolo il più possibile.
Veltroni non c'è stato a far la parte dell'oppositore timido e tentennante. Cosi ha precisato l'atteggiamento che il Pd si appresta a tenere, che non sarà dipietrista. Berlusconi, ha detto, si è assunto «la responsabilità di deteriorare il clima» e a questo punto il dialogo «non è più possibile», specie sul 'lodo Schifani". Non a caso Veltroni parla usando i verbi al passato su quello che poteva essere il dialogo. Peraltro, anche il leader del Pd conferma una grande manifestazione di piazza in autunno.
In ogni caso, Veltroni tiene a sottolineare la differenza tra le due opposizioni: «Di Pietro fa la sua parte», commenta, mentre il Pd fa un'opposizione «riformista e democratica». Dure critiche per un atteggiamento morbido arrivano da Arturo Parisi e dagli ulivisti, come Franco Monaco e Mario Barbi: quest'ultimo rimprovera anche l'allontanamento da Di Pietro, tacendo il fatto che a volerlo è l'ex Pm. Il prodiano Giulio Santagata critica Veltroni per «aver fatto un'apertura di credito eccessiva a Berlusconi». Sull'altro versante, Marco Follini esorta Veltroni a tener ferma la barra: «Noi con Di Pietro non c'entriamo nulla».