Quizzone terribile, ma c'è ottimismo
BRONI.Il giorno del quizzone. Ieri, per i maturandi, il giro di boa: suona un po' come una minaccia e sa di verdetto decisivo la terza e ultima prova scritta. Domande aperte su tutto il programma, relative a un massimo di cinque materie. Risposte sintetiche in appena dieci righe. Forse anche troppo sintetiche e penalizzanti, a detta degli studenti. Terminate le prove scritte, ora si guarda agli orali che iniziano domani e dovrebbero concludersi entro la metà di luglio. Ecco cosa ne pensano a caldo i maturandi della 5A del Golgi.
«E' andata bene - commenta Elisa Gramegna -. Le domande alla fine erano fattibili. Pensavo peggio visto che è una prova secca: può trarre facilmente in inganno». A proposito della validità del quizzone, aggiunge: «Ripetitivo e snervante. E' inutile, tanto poi ci sono gli orali». Accanto ai più che demonizzano la prova c'è anche chi la difende. «Magari abbasserà la media, ma stimola l'intelligenza perchè aiuta a creare collegamenti fra le materie - commenta Manuel Dara -. Le nozioni si assimilano più facilmente: la maggior parte delle 'cose" che si studiano si dimentica proprio perchè ti insegnano a focalizzare l'attenzione su un solo argomento. Ho studiato notte e giorno, l'ultima settimana. Le domande riguardavano tutto il programma, ma erano diverse da quelle che mi aspettavo, soprattutto in filosofia: speravo in Hegel invece hanno messo Marx». Gli fanno eco le compagne di classe, Federica Semplici e Viola Novelli: «Dobbiamo essere preparati su tutto, non è facile prevedere esattamente le domande. Durante l'anno ci hanno fatto fare delle simulazioni: una a gennaio e l'altra a maggio, durate lo stessso tempo della prova. Alcuni prof ci hanno dato un elenco di domande possibili. Non ci possiamo lamentare». Gli studenti sono concordi su un punto: troppo difficile rispondere bene a tutti i quesiti in sole dieci righe. Sbottano: «Le risposte sono troppo sintetiche, ci penalizzano». Fisica, filosofia, scienze e inglese, le quattro materie su cui verteva la prova. «Erano tre domande per ogni materia. Ho risposto meglio a quelle di inglese. E' stata sicuramente la prova più difficile», dice Francesca Achilli. Copiare? «Impossibile», commenta Antonietta Labita.
Francesca Fiocchi