Sottopasso, scoppia il caso dei costi
VIGEVANO. Il caso del sottopasso di via Valletta Fogliano arriva in consiglio comunale. Il gruppo Uniti nell'Ulivo chiede chiarezza sui costi dell'opera pubblica che sono quasi raddoppiati. Ieri mattina, i consiglieri comunali Massimiliano La Corte e Carlo Pizzi hanno convocato una conferenza stampa, annunciando una mozione sulla vicenda. «Di fatto - afferma La Corte - un'opera che sarebbe dovuta costare attorno ai 400mila euro ne è costata più di 700 mila». Perché, domandano gli esponenti dell'Ulivo, questo incremento? Per un cambiamento del progetto dovuto all'affiorare dell'acqua di falda dopo gli scavi. «In pratica - sostiene Massimiliano La Corte, che ha raccolto una voluminosa documentazione sulla vicenda - perché si dice che a Vigevano, trovare l'acqua sia una 'causa idrica non prevista". Ogni lomellino, a maggior ragione se architetto come l'assessore ai lavori pubblici Andrea Sala, sosterrebbe tranquillamente il contrario».
Il sottopasso ha una storia complessa, a partire dalla progettazione e da un lungo braccio di ferro tra il Comune e le Ferrovie che avevano chiesto un contributo di 87mila euro (poi sceso a 13mila euro), a compenso del disagio previsto per i lavori che avrebbero rallentato il traffico ferroviario sulla linea Milano-Mortara. Fino a un allagamento.
«Dopo la determina di assegnazione dell'incarico per la progettazione nell'ottobre 2001 - hanno sottolineato ieri La Corte e Pizzi - nel dicembre 2002 veniva approvato il progetto definitivo. Ma allo stesso tempo, Rete ferroviaria italiana chiedeva di modificare la metodologia di progettazione».
Dopo l'assegnazione dell'appalto «cominciano le incongruenze - dice La Corte - perché per garantire la realizzazione dei lavori in tempi rapidi, si riconsidera la soluzione originaria, meno costosa, ma la variante invece è in aumento di 7.275 euro più Iva. E' il primo punto a noi non chiaro, ma nessuno dell'amministrazione approfondisce». Quindi i problemi di drenaggio della falda e della stabilità della «scarpatina»: «Il terreno non tiene e soprattutto si trova l'acqua. Qui c'è il passaggio che secondo noi è oggetto di molti dubbi e che ha fatto quasi raddoppiare il costo dell'opera, a spese del contribuente, da circa 400mila euro a oltre 700mila euro. Non capiamo, visto che tutto è stato causato dal non aver previsto la sicura presenza di acqua anche a bassa profondità, come mai nessuno all'interno della giunta, soprattutto l'assessore Sala che è architetto, si sia posto la questione al momento di votare una delibera che, se solo fosse stata letta, avrebbe creato molti dubbi».
L'assessore ai lavori pubblici, il leghista Andrea Sala, replica di avere «tutti i dati oggettivi su questo cantiere. Non è solo il discorso dell'acqua a far lievitare i costi, ma anche alcune tecnologie differenti chieste dalle Ferrovie. Ma non entro nel merito delle questioni tecniche, visto che sono un politico. Se gli esponenti dell'Ulivo si ritengono esperti, è agli atti un fascicolo completo: li troveranno tutte le risposte che cercano». L'Ulivo dispone già di una consistente raccolta di documenti su quell'opera. «Allora - aggiunge l'assessore - chi l'ha guardata avrà già visto che ci sono perizie firmate da esperti, situazioni oggettive. Quel sottopasso è un'opera che non si sarebbe resa necessaria se l'ex-sindaco Bonecchi non avesse fatto chiudere il passaggio a livello di via Fogliano, perché cosi ha diviso in due la città, con gente che attraversava i binari a piedi per tornare a casa. L'unico modo per ridare dignità a quella zona era ricucirla. Facciano pure le pulci ai progetti, non ci sono problemi. Per me è un capitolo chiuso». Il sottopasso è collaudato? «Si, ormai da tempo».
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