Clinica medica, invasione di scarafaggi

PAVIA. «Blattella germanica, uno degli scarafaggi più comuni» dice un esperto di Igiene osservando attraverso le lenti degli occhiali l'insetto invischiato nella trappola di colla. Spuntano come funghi dalle intercapedini e, pare, anche da qualche lavandino della Clinica Medica. «Qui per ora non sono comparsi - dicono alcuni infermieri nell'atrio a pian terreno, accanto alle macchinette del caffè dove si dice gli scarafaggi circolino volentieri - ma nella sezione di Gastroenterologia ce n'è a bizzeffe». E infatti sotto le setole della scopa dell'addetto alle pulizie, insieme a qualche grumo di polvere, ne compare uno. L'azienda specializzata in disinfestazioni ha piazzato trappole ovunque in quest'ala della clinica. Lo fa da anni, ogni estate.
«Sono qui da trent'anni e ciclicamente, in estate, il problema si ripresenta» spiega un medico facendo spallucce.
Le trappole, cartoncini pieghevoli cosparsi di colla, ogni sera - al momento delle pulizie - presentano il conto: gli insetti che hanno osato circolare nei reparti vi finiscono dentro. A Gastroenterologia pare non manchino, soprattutto durante la notte.
Ma basta oltrepassare la porta a vetri per non trovarne più, dicono gli addetti alle pulizie. Dove la struttura è stata sistemata e riammodernata è più difficile trovarne. Gli edifici più vecchi, costruiti più di cinquanta anni fa, presentano invece molte criticità, a cominciare da fessure attraverso le quali si infiltrano gli insetti.
Le palazzine di fronte, al di là della rotonda, pare non siano ancora state colonizzate. «No, ancora non si sono visti - dice un medico di passaggio nei corridoi dell'Urologia - Ma arriveranno. In questa stagione è frequente».
Lo scorso anno, già a fine maggio, la direzione sanitaria del San Matteo aveva disposto una bonifica d'urgenza per una piccola infestazione di scarafaggi a clinica Medica e in clinica Chirurgica dove i fastidiosi insetti circolavano indisturbati nelle stanze dei degenti e nei corridoi. A complicare la situazione si era aggiunto anche un nido di vespe.
Non hanno ancora fatto la loro comparsa, a quanto pare, neppure le bisce che ogni estate, puntualmente, sgusciavano dentro i sotterranei. Arrivavano dal corso d'acqua che scende lungo viale Brambilla, alle spalle della palazzina di Pediatria.
«Quest'anno, con i lavori del Dea e il cantiere edile che ha bonificato l'area, non si sono viste» dice il conducente di uno dei carrellini che circolano nei sotterranei del policlinico. «Qui qualche anno fa saltavano fuori all'improvviso anche dalle fessure delle pareti - racconta -. C'è chi se le è trovate sull'ascensore. Ma con il tempo sono diminuite e quest'anno pare non ci siano. Forse i lavori al cantiere per la costruzione del Dea le hanno disturbate».
Insieme agli scarafaggi la dipendente dell'impresa di pulizie spazza anche manciate di mozziconi. A decine gettate sul selciato, all'uscita delle cliniche. E proprio una sigaretta, l'altro pomeriggio, ha causato un principio di incendio alla Torre Aids.